L’esecuzione di Nidal Malik Hasan, condannato per la sparatoria del 2009 nella base militare di Fort Hood, in Texas, sarà trasmessa in diretta streaming. Si tratterebbe della prima esecuzione tramite fucilazione nell’esercito statunitense dalla fine della Seconda guerra mondiale.
USA, l’esecuzione di Nidal Hasan sarà trasmessa in diretta streaming
L’esecuzione tramite fucilazione di Nidal Malik Hasan, autore della sparatoria avvenuta nel 2009 a Fort Hood, in Texas, sarà trasmessa in diretta streaming.
Secondo quanto riportato da CBS News, che cita un funzionario del Pentagono, l’esercito statunitense starebbe pianificando di trasmettere in diretta streaming l’esecuzione di Hasan.
Correct.
— Pete Hegseth (@PeteHegseth) October 8, 2026
Anche il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, ha annunciato l’intenzione del Pentagono di rendere pubblica l’esecuzione.
"Sarà giustiziato da un plotone d'esecuzione, come è giusto che sia", ha affermato Hegseth a Jack Posobiec di Real America's Voice.

Faremo in modo che tutti possano assistere all'esecuzione, che sia pubblica, perché la gente deve capire che questo tipo di azioni comportano gravi conseguenze.
Hasan dovrebbe essere giustiziato tramite plotone d’esecuzione il 3 dicembre 2026 nella base militare di Fort Hood, dove ha compiuto la sparatoria del 2009.
Chi è Nidal Malik Hasan, l’autore della sparatoria di Fort Hood
Nidal Malik Hasan è nato nel 1970 in Virginia. Si è arruolato nell’esercito statunitense nel 1988. Era maggiore dell’esercito americano e lavorava come psichiatra, occupandosi della salute mentale dei militari.
Nel 2013 è stato condannato a morte per aver ucciso 13 persone e averne ferite altre 32 nella sparatoria avvenuta nel 2009 nella base militare di Fort Hood, in Texas. Una giuria militare ha riconosciuto Nidal Hasan colpevole di 45 capi d’imputazione per omicidio premeditato e tentato omicidio premeditato.
Sebbene gli Stati Uniti siano uno dei paesi occidentali che mantengono la pena di morte, nel corso del tempo diversi stati hanno progressivamente limitato o vietato le esecuzioni pubbliche. Le restrizioni alle esecuzioni pubbliche si sono diffuse soprattutto tra la metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
L’esecuzione pubblica di Hasan rappresenterebbe un caso eccezionale anche in ambito militare. Sarebbe infatti la prima esecuzione tramite fucilazione nell’esercito statunitense dalla fine della Seconda guerra mondiale.
"Mi piaceva la mentalità che avevamo durante la Seconda Guerra Mondiale, che era quella di vincere, che significava capire che quando il nemico ti attacca, devi tenere la posizione", ha affermato Hegseth.
Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha dichiarato il 6 ottobre, in un post su X, che il presidente americano ha approvato la condanna a morte di Nidal Hasan tramite fucilazione, su raccomandazione del segretario alla Difesa. Secondo la legge militare statunitense, l’esecuzione tramite fucilazione deve essere approvata dal presidente degli Stati Uniti.

Il Segretario alla Guerra Pete Hegseth ha raccomandato – e il Presidente Donald J. Trump ha approvato – la condanna a morte tramite fucilazione da parte dell'esercito americano per il terrorista condannato Nidal Malik Hasan, il jihadista che nel 2009 aprì il fuoco contro soldati americani disarmati a Fort Hood.
La decisione si inserisce nel cambio di rotta dell’amministrazione Trump sulla pena capitale. Dopo il suo ritorno alla Casa Bianca, Donald Trump ha infatti revocato la moratoria sulle esecuzioni a livello federale introdotta dal suo predecessore, Joe Biden.
La prospettiva di rendere pubblica l’esecuzione ha riacceso il dibattito sulla pena di morte negli Stati Uniti, anche alla luce del recente caso di Christa Pike, in Tennessee, sopravvissuta ad un tentativo di esecuzione tramite iniezione letale. La vicenda ha alimentato un’ampia discussione, che ha superato i confini nazionali. Per novembre sono previste altre due esecuzioni.
La reazione delle Nazioni Unite
Le Nazioni Unite hanno condannato l’ipotesi di trasmettere l’esecuzione in diretta streaming.
L’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha dichiarato:

La trasmissione in diretta streaming di un'esecuzione equivale a un'esecuzione pubblica e violerebbe il divieto assoluto di tortura.