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Vannacci al convengo filorusso sulla “fine dell’Occidente” con ministri, parlamentari e militari e rappresentati della Santa Sede

August 20, 2026
Alberto Berlini

C'è il ministro della Giustizia Carlo Nordio. C'è Maurizio Gasparri, presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato. Ci sono Roberto Vannacci, Michele Santoro, Marcello Foa e alcuni generali in congedo. Ma soprattutto ci sono l'ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov e rappresentanti dell'Iran, insieme a diplomatici di Paesi come Cuba e Venezuela. E poi cardinali e due figure di primissimo piano della Santa Sede. Tutti convocati, almeno secondo il programma diffuso dagli organizzatori, a pochi chilometri da Roma per parlare di pace e del futuro dell'ordine mondiale. Sono i "Tavoli di pace: un'esperienza francescana, un'eterna sfida tutta italiana", organizzati dalla Fondazione Fides et Ratio Ets a Formello, in provincia di Roma, tra il 22 agosto e il 6 settembre.

Il convegno sulla fine dell'"ordine occidentale"

A far discutere non sono soltanto gli ospiti. È la cornice stessa scelta dagli organizzatori. Il titolo completo dell'iniziativa è: "Dalla fine dell'Occidens pacis ordo verso quale Novus pacis ordo". In altre parole, dalla fine dell'ordine di pace occidentale verso un nuovo ordine mondiale.

È un linguaggio che richiama inevitabilmente il dibattito sull'ordine "multipolare", uno dei concetti utilizzati da Mosca e da altri Paesi antagonisti dell'Occidente per contestare il sistema internazionale costruito attorno agli Stati Uniti e all'Europa. È proprio questa combinazione tra titolo e parterre a descrivere il convegno come caratterizzato da una forte impronta filorussa e anti-occidentale.

"Cosa faranno il ministro Nordio, il presidente della Commissione Esteri del Senato Gasparri, alti vertici delle forze armate a dialogo con l'ambasciatore russo in una iniziativa dall'intento equivoco?", ha chiesto la deputata Pd Lia Quartapelle. Il caso, però, va oltre la partecipazione dei singoli politici. Perché l'evento ha ottenuto un patrocinio ufficiale dello Stato che pone una questione ancora più delicata. E il programma finisce per coinvolgere anche la Santa Sede.

La denuncia di Quartapelle

Il 30 agosto dovrebbe intervenire Alexey Paramonov, ambasciatore della Federazione russa in Italia. Il giorno precedente sono annunciati l'ayatollah Mohammad Hossein Mokhtari, ambasciatore iraniano presso la Santa Sede, e Ali Asghar Soltanieh, già rappresentante dell'Iran presso l'Agenzia internazionale per l'energia atomica. Nel programma vengono inoltre indicati rappresentanti diplomatici di diversi Paesi, tra cui Cuba e Venezuela.

Sul fronte italiano l'elenco attraversa schieramenti e storie politiche molto diverse. Compaiono l'ex presidente Rai Marcello Foa, l'economista Vladimiro Giacché, Michele Santoro, Antonio Maria Rinaldi, Simone Pillon e il direttore di Limes Lucio Caracciolo. C'è poi Roberto Vannacci, oggi leader di Futuro Nazionale.

E ci sono uomini provenienti dalle Forze armate. Tra questi Maurizio Boni, generale di Corpo d'armata in pensione che durante la carriera è stato tra l'altro vicecomandante dell'Allied Rapid Reaction Corps e capo di Stato maggiore del Nato rapid reaction corps Italy, e Marco Bertolini, generale in congedo ed ex comandante del Comando operativo di vertice interforze. 

Nordio, Gasparri e Vannacci nello stesso programma

Il livello politico sale ulteriormente con la presenza annunciata di Carlo Nordio. Il ministro della Giustizia dovrebbe intervenire il 3 settembre a un tavolo intitolato "La crisi antropologico-giuridica dell'Occidente alla luce del processo a Gesù di Nazareth". Nel programma compare anche Maurizio Gasparri, presidente della Commissione esteri e difesa del Senato, mentre Vannacci è atteso in un'altra giornata insieme ad altri esponenti politici e del mondo dell'informazione. 

chi c'è al covegno

Ed è proprio la presenza di esponenti della maggioranza di governo in un evento che ospita l'ambasciatore di Mosca ad aver fatto scattare le prime polemiche. La linea tenuta dal governo Meloni dall'invasione russa dell'Ucraina resta infatti quella del sostegno a Kiev e dell'ancoraggio dell'Italia alla Nato e all'Unione europea.

Il patrocinio pubblico che vieta gli eventi politici

C'è però un dettaglio che rende il caso ancora più delicato. I "Tavoli di pace" hanno ricevuto il patrocinio del Comitato nazionale per la celebrazione dell'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi. Il Comitato è stato istituito con la legge 140 del 2022, opera sotto la vigilanza del ministero della Cultura e i suoi componenti vengono designati anche da ministeri e istituzioni pubbliche. La legge gli ha assegnato complessivamente 4,51 milioni di euro tra il 2022 e il 2028, due milioni dei quali proprio per il 2026.

L'elenco pubblicato sul sito ufficiale del Comitato conferma che il patrocinio alla Fondazione Fides et Ratio è stato concesso il 7 luglio 2026, per l'iniziativa prevista dal 22 agosto al 6 settembre. Questo non significa che il convegno abbia ricevuto denaro pubblico. Anzi, il regolamento precisa espressamente che la concessione del patrocinio non comporta benefici finanziari per gli organizzatori.

Il problema è un altro. Per lo stesso regolamento il patrocinio costituisce un "riconoscimento morale" attraverso il quale il Comitato esprime la propria "simbolica adesione" a una manifestazione. E soprattutto c'è una norma molto chiara: il patrocinio e il logo "non possono essere concessi ad iniziative di carattere politico". Sono espressamente escluse anche le iniziative di propaganda politica.

E allora la domanda diventa inevitabile: quale programma è stato sottoposto al Comitato quando è stato chiesto il patrocinio? 

Il regolamento impone infatti agli organizzatori di indicare contenuti, finalità e soggetti pubblici e privati coinvolti. Prevede inoltre che il Comitato possa chiedere altra documentazione per verificare la compatibilità dell'iniziativa con i propri valori e, successivamente, possa persino sospendere o revocare il patrocinio se le modalità della manifestazione rischiano di danneggiare la sua immagine.

I due uomini del Vaticano nel programma

La vicenda lambisce però anche l'altra sponda del Tevere. Per il 29 agosto il programma annuncia gli "interventi dei rappresentanti della Santa Sede". Il primo nome è quello del cardinale George Jacob Koovakad, prefetto del Dicastero per il Dialogo interreligioso, dunque a capo di uno dei "ministeri" della Curia romana.  

Il secondo è ancora più rilevante dal punto di vista diplomatico: monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali della Segreteria di Stato: il "ministro degli Esteri" della Santa Sede.

Il 3 settembre dovrebbe poi esserci il cardinale Angelo Bagnasco, già presidente della Conferenza episcopale italiana e del Consiglio delle Conferenze episcopali d'Europa. Ma il riferimento più delicato è scritto nero su bianco all'inizio del programma del 29 agosto: "eventuale udienza privata con il Santo Padre Papa Leone XIV". Subito accanto, tuttavia, compare la precisazione "in corso di definizione".

San Francesco "arruolato" nella battaglia sull'Occidente

Il presidente del Comitato nazionale, Davide Rondoni, presentando le celebrazioni per l'ottavo centenario aveva utilizzato parole che oggi suonano particolarmente significative: San Francesco, aveva spiegato, è "di tutti", ma questo non significa che possa essere arruolato sotto qualsiasi bandiera in modo strumentale.

Ora il nome del santo patrono d'Italia compare sopra un appuntamento che mette allo stesso tavolo rappresentanti dello Stato italiano, uomini della Chiesa, diplomatici russi e iraniani e figure apertamente critiche dell'attuale ordine occidentale. Un convengo quantomeno controverso.

Fondazione o scuola politica?

Resta una domanda infine: ma chi c'è dietro la Fondazione Fides et Ratio Ets? Il progetto, avviato nel 2018 e poi costituito formalmente come fondazione nel 2025, organizza incontri, scuole di formazione, soggiorni e momenti di confronto nei quali giovani e studenti vengono messi in contatto con politici, diplomatici, ecclesiastici, accademici, imprenditori e militari. L’obiettivo dichiarato? Formare le nuove generazioni attraverso percorsi religiosi, culturali e geopolitici. Un percorso per preparare nuovi responsabili della società e della politica, capaci - secondo la sua stessa impostazione - di affrontare la crisi dell’attuale modello culturale e geopolitico occidentale.

L'ambasciatore russo più volte ospite della fondazione-2

Gian Pietro Caliari, esperto di relazioni internazionali con un passato da consulente di istituzioni pubbliche e da funzionario nell'amministrazione internazionale del Kosovo, è l'uomo che anima il progetto Fides et Ratio. Nei suoi interventi propone una lettura fortemente critica dell'ordine politico e culturale occidentale e della società nata dall'Illuminismo. 

Accanto ai temi della dottrina sociale della Chiesa trovano spazio questioni di politica internazionale, critica dell’ordine occidentale, rapporti tra Russia ed Europa e scenari di un futuro mondo multipolare. E Roberto Vannacci era già stato ospite di alcune iniziative, ben prima della nascita di Futuro Nazionale. Nell'estate del 2025 il generale era stato ospite della scuola di formazione organizzata da Gian Pietro Caliari per Fides et Ratio a Eno di Vobarno, nel Bresciano. Con lui c'erano il generale Marco Bertolini, Andrea Gaiani e l'ex parlamentare Vito Comencini. Una “serata di scuola politica”, come la definì lo stesso Comencini, dedicata anche al Donbass, alla Crimea e alle ragioni della Russia.