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Vannacci: "Voteremo no". Fiano "avverte" il Pd: cosa sta succedendo con il ddl Antisemitismo?

September 26, 2026

Venerdì 2 ottobre inizierà alla Camera dei Deputati la discussione generale sul ddl Antisemitismo per l'approvazione definitiva. Come già accaduto al Senato, dove il testo è stato approvato il 4 marzo 2026 tra polemiche e proteste. 

Il provvedimento sta creando forti divisioni politiche e posizioni diversificate all'interno dell'opposizione. Durante la votazione di Palazzo Madama, infatti, M5S e Avs votarono no, mentre il Pd si astenne alla luce delle divisioni al suo interno.

Alla Camera, tuttavia, il Partito Democratico ha annunciato il voto contrario. Una decisione criticata dai riformisti e soprattutto dal deputato Emanuele Fiano.

Sulla questione, oggi, è intervenuto anche Roberto Vannacci che in un post su Instagram ha annunciato il voto contrario di Futuro Nazionale.  

Vannacci annuncia il voto contrario di Futuro Nazionale al ddl Antisemitismo

"La legge è uguale per tutti e un'opinione non può mai costituire un reato. Futuro Nazionale voterà contro la legge sull'antisemitismo". 

Lo ha scritto in un post social il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, riferendosi al ddl Antisemitismo. 

La scelta spiega è "coerente con i nostri principi: offendere un ebreo non può essere più grave che offendere un cristiano, un buddista o un islamico". 

Fiano al Pd: "Un confine invalicabile"

Il tema sta creando divisioni anche all'interno del Pd che si astenuto al Senato e alla Camera è orientato a votare no. 

virgolette

Il Partito democratico ha deciso di votare contro il disegno di legge sull'antisemitismo, approvato al Senato, nel quale si astenne, e ora all'esame della Camera. Se quella decisione sarà confermata, per me rappresenterà un confine invalicabile.

Ha dichiarato oggi nel corso dell'assemblea nazione di Riformisti Pd di Prato, il deputato Emanuele Fiano, minacciando di lasciare il partito che ha "contribuito a fondare".

Perché il ddl Antisemitismo è così divisivo?

A dividere è soprattutto il fatto che il provvedimento adotta formalmente la definizione operativa di antisemitismo dell'IHRA (Alleanza internazionale per la memoria dell'Olocausto), in linea con la risoluzione del Parlamento europeo del 1° giugno 2017.

Tale definizione per chi critica il provvedimento è considerata un limite di critica politica nei confronti del governo israeliano.

Nel corso dei lavori, il testo è stato modificato con l'esplicita precisazione che il contrasto all'odio antiebraico avviene "ferme restando la libertà di critica politica e di espressione del pensiero e la libertà di riunione e di associazione".