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Casa di proprietà, redditi sopra la media, ansia per la salute e mancanza di trasporti pubblici: il ritratto degli over 65 tra Varese e i laghi

August 1, 2026

Generico 27 Jul 2026

Il 40% degli over 65 che vivono nell’area comprendente la provincia di Varese indica il trasporto pubblico efficiente come il servizio essenziale che manca nella zona in cui abitano.

È il valore più alto della Lombardia, quattro punti sopra la media regionale e otto sopra l’area metropolitana. Sempre nella stessa area, il 50% cita il proprio stato di salute tra le principali fonti di preoccupazione: anche in questo caso è il primato regionale, sette punti sopra la media lombarda.

Sono due dei dati che emergono dalla ricerca demoscopica “Popolazione over 65 residente in Lombardia: stili di vita e comportamenti sociali”, promossa dal Garante per la tutela dei minori e delle fragilità Riccardo Bettiga, che dal 2024 esercita anche le funzioni di garante dei diritti delle persone anziane, e realizzata da PoliS-Lombardia con il supporto di Noto Sondaggi. L’indagine, presentata a Palazzo Pirelli, si basa su 3.000 interviste a cittadini lombardi con più di 65 anni non residenti in RSA, raccolte nel marzo 2026.

Una premessa necessaria per leggere i numeri: la ricerca non scende al dettaglio provinciale. Il territorio è suddiviso in quattro macroaree e la provincia di Varese rientra nella “fascia manifatturiera-laghi” insieme a Como, Lecco, Bergamo e Brescia. Le altre sono l’area metropolitana (Milano e Monza-Brianza), l’area alpina (Sondrio) e la pianura agricola (Cremona, Mantova, Lodi, Pavia). Il margine di errore a livello di macroterritorio è del 3,7%: i dati vanno letti come tendenze, non come misure puntuali del solo Varesotto.

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Il nodo mobilità: il servizio più richiesto della regione

Nella graduatoria dei servizi mancanti, il trasporto pubblico stacca tutto il resto. Il 40% lo indica come carenza, contro il 36% della media lombarda, il 35% della pianura agricola e il 32% sia dell’area metropolitana sia della zona alpina. Seguono le strutture sanitarie vicine (33%), le strutture assistenziali (23%) e, secondo primato regionale dell’area, i centri per il tempo libero e i circoli ricreativi, indicati dal 20% contro il 16% lombardo e il 13% di Milano e Brianza. Il 24% dichiara invece che nella propria zona non manca nulla.

Il dato acquista peso se incrociato con altri due numeri della stessa ricerca. Il 27% degli over 65 dell’area segnala difficoltà a guidare l’automobile e il 31% difficoltà a camminare o muoversi: un pezzo consistente di popolazione che sta progressivamente uscendo dall’autonomia motoria propria. E tra chi ha rinunciato a una prestazione sanitaria nell’ultimo anno, il 7% lo ha fatto per scomodità della struttura — distanza, mancanza di trasporti, orari inadatti.

In un territorio di piccoli e medi comuni distribuiti tra valli, fondovalle industriali e sponde lacustri, la mobilità non è un tema di comfort: è la variabile che determina l’accesso a tutto il resto, dalla visita specialistica al circolo ricreativo.

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La salute è la prima preoccupazione personale

Il quadro sanitario dell’area è, in apparenza, migliore della media. Il 45% valuta la propria salute fisica come molto o abbastanza buona, cinque punti sopra il dato lombardo. Anche l’umore risulta più disteso: il 51% si dichiara calmo e sereno contro il 45% regionale, e la quota di chi si dice scoraggiato o triste si ferma al 28%, contro il 35% della Lombardia e il 44% della pianura agricola.

Eppure è proprio qui che la salute pesa di più come fonte di ansia: la citano il 50% degli intervistati, davanti alla microcriminalità (39%) e subito dietro alle guerre (52%) e alla crisi economica con l’aumento dei prezzi, che resta al primo posto con il 59%.

Sui problemi concreti, il 51% segnala difficoltà di vista, il 49% difficoltà a gestire ansia o depressione, il 34% problemi di udito, il 32% di memoria. Il medico di base resta il riferimento assoluto — lo consulta l’87%, con una frequenza di una o due volte al mese per il 39% degli intervistati — seguito a distanza dallo specialista (33%), da internet e dai parenti (24% ciascuno) e dal farmacista (14%).

Il 68% non ha rinunciato a nessuna prestazione nell’ultimo anno; tra chi lo ha fatto, il motivo principale sono le liste d’attesa troppo lunghe, indicate dal 24%, mentre il 9% ha rinunciato per ragioni di costo.

C’è poi un dato che riguarda la rete di supporto: il 54% dichiara che in famiglia non c’è nessuno che si occupi della sua salute. È la percentuale più bassa della Lombardia — la media regionale è del 62%, con punte dell’81% nella pianura agricola — ma resta comunque più di un anziano su due. Dove un riferimento esiste, nel 38% dei casi è il coniuge o il partner.

Sugli stili di vita il territorio si difende: il 71% dichiara di aver abolito il fumo, il 62% di limitare l’alcol, il 42% di praticare attività fisica regolare (contro il 37% regionale). Restano scoperti due fronti, e sono i valori più bassi della regione: solo il 46% limita zuccheri e sale e appena il 26% dichiara di bere almeno otto bicchieri d’acqua al giorno.

Il benessere economico: sopra la media, e in uscita verso i figli

Sul piano economico l’area dei laghi si colloca stabilmente sopra la media regionale. Il 54% dichiara che il proprio reddito consente di vivere molto o abbastanza bene, contro il 51% lombardo e il 42% della pianura agricola; il 7% risponde “molto bene”, il valore più alto delle quattro macroaree. L’82% vive in una casa di proprietà, l’11% in affitto.

Il 72% è in pensione, ma quasi il 18% risulta ancora attivo tra lavoratori dipendenti, autonomi e liberi professionisti: qui la quota di imprenditori e liberi professionisti over 65 raggiunge l’8%, il doppio della media regionale — un riflesso della struttura produttiva del territorio.

Il dato più significativo, però, riguarda i trasferimenti tra generazioni. Il 32% degli over 65 dell’area ha dato un aiuto economico ai familiari nell’ultimo anno, contro il 29% della media lombarda, mentre solo il 7% ha dovuto chiederne. Gli anziani, in altre parole, sono più spesso creditori che debitori del sistema familiare: un ammortizzatore sociale silenzioso che regge una parte del bilancio delle famiglie più giovani.

Coerente con questo quadro anche la percezione sulle pensioni: il basso livello degli assegni preoccupa il 27% degli intervistati dell’area, il valore più basso della Lombardia (media 33%, con il 52% della zona alpina e il 46% della pianura agricola).

Radicamento, digitale e la linea di frattura sulla socialità

Il legame con il luogo di residenza è forte: il 76% dichiara che, potendo scegliere liberamente, continuerebbe a vivere nel proprio comune, contro il 71% regionale. Solo il 14% si sposterebbe.

Regge poco anche lo stereotipo dell’anziano tagliato fuori dalla tecnologia: il 97% usa abitualmente il cellulare, il 61% computer o tablet. Internet serve soprattutto a comunicare via mail e WhatsApp (63%), a controllare il conto in banca (54%), a informarsi (48%), a fare acquisti (45%) e a prenotare visite mediche (43%).

Sul fronte della socialità il bilancio è però in equilibrio precario: il 48% si sente escluso rispetto al contesto sociale, il 43% incluso, e sulla vita sociale i soddisfatti e gli insoddisfatti si dividono esattamente a metà (44% e 44%). Negli ultimi mesi il 78% è stato in parchi e spazi verdi, il 53% a fiere e mercati, il 25% ha partecipato ad attività socializzanti in parrocchia — il valore più alto della regione. L’Università della Terza Età è conosciuta dal 62% e ha visto la partecipazione a corsi o lezioni del 20% degli intervistati: anche questo è il dato più alto della Lombardia.

Resta, sullo sfondo, il capitolo sicurezza: nella fascia manifatturiera-laghi il 48% dichiara di essere stato bersaglio di una truffa o di un tentativo di truffa, il valore più alto della regione, ma è anche l’area in cui la quota di raggiri andati effettivamente a segno risulta la più bassa (21%, contro il 28% lombardo), segno di una rete di allerta familiare che funziona. Il 49% non si sente comunque adeguatamente protetto.

Il bilancio

Alla domanda finale, il 62% degli over 65 dell’area si dichiara soddisfatto della propria vita — contro il 56% regionale — e il 50% guarda ai prossimi due-tre anni con ottimismo. Sono, dopo la Valtellina, i valori più alti della Lombardia.

È la conclusione che la ricerca stessa mette nero su bianco: la popolazione over 65 lombarda non è un blocco omogeneo. Accanto a una fascia solida, attiva, proprietaria della casa e capace di sostenere economicamente figli e nipoti, convive un segmento più fragile, esposto all’isolamento e alle difficoltà di accesso ai servizi. E le differenze — di genere, di età, di territorio — sono precisamente il punto su cui, secondo il Garante Bettiga, le politiche pubbliche dovrebbero imparare a intervenire in modo mirato.


Fonte: PoliS-Lombardia — Noto Sondaggi, “Popolazione over 65 residente in Lombardia: stili di vita e comportamenti sociali”, marzo 2026. Campione: 3.000 cittadini over 65 residenti in Lombardia non ospiti di RSA. Margine di errore: ±1,8% a livello regionale, ±3,7% a livello di macroterritorio.