
Salone Estense esaurito in ogni ordine di posti, con molti spettatori rimasti in piedi, per la presentazione del libro di Carlo Calenda, leader di Azione “Difendere la Libertà. L’ora dell’Europa” . Un incontro che ha intrecciato la politica locale con i grandi temi internazionali, dall’Europa alla guerra in Ucraina, fino al rischio di una deriva populista in Occidente. A introdurre l’incontro Marco Padula, referente di Azione a Varese mentre seduto in prima fila il segretario provinciale Franco Binaghi.
Il rapporto con il centrosinistra varesino
Sul palco, insieme al sindaco Davide Galiberti e la caporedattore di Prealpina Rosi Brandi nel ruolo di moderatrice, Calenda ha confermato la disponibilità di Azione ad appoggiare il centrosinistra a Varese, pur ponendo un limite netto: il sostegno non sarà incondizionato, e il partito non seguirà la coalizione su posizioni definite “stravaganti”. Una posizione spostata dal sindaco Davide Galimberti che ha parlato un fronte centrale capace di contrapporsi agli estremismi. Calenda ha aggiunto che un’eventuale intesa dovrà passare da un “elemento terzo” capace di fare sintesi su obiettivi e programma condivisi.
Terzo mandato e legge elettorale
Interpellato sull’ipotesi di un terzo mandato per i sindaci, tema che coinvolgerebbe anche il primo cittadino di Varese, Calenda non si è sbilanciato: «Non so dire se la maggioranza lo farà o no». Più critico invece sul percorso della legge elettorale, che dovrà votare in Senato: «Sta diventando un macello: voterò contro, ma non so ancora cosa ci sarà scritto. Francamente è un po’ disdicevole».
L’allarme sull’Europa e sui rigurgiti populisti
Il cuore dell’intervento di Calenda si è però spostato sui rischi che corre l’Occidente. Per il leader di Azione, la perdita di controllo su fenomeni come globalizzazione, multiculturalismo e innovazione tecnologica ha generato un disagio profondo in intere fasce di popolazione, che si sono sentite private della propria identità: un disagio che alimenta il voto ai movimenti populisti, capaci di intercettare la rabbia di comunità che si sentono sole.
Calenda ha invitato a non sottovalutare la gravità del momento storico, distinguendolo nettamente da fasi passate di allarmismo rivelatosi poi ingiustificato. Il rischio più concreto, ha detto, è quello di non rendersi conto di vivere in una fase storica del tutto diversa dalle precedenti, continuando invece ad affrontare la vita quotidiana con superficialità, come se nulla fosse davvero cambiato.

Il pericolo Vannacci e Cinque Stelle
Un passaggio duro dell’intervento ha riguardato il generale Roberto Vannacci, verso cui, secondo Calenda, starebbero convergendo diversi esponenti politici in cerca di una nuova collocazione: un fenomeno che il leader di Azione considera da contrastare insieme alle forze riformiste. «Faremo qualsiasi cosa per evitare che Vannacci vada al governo».
Altrettanto duro il giudizio sul Movimento 5 Stelle, definito da Calenda un pericolo per la democrazia italiana ed europea per la sua “irresponsabilità” politica, capace di aver condizionato una sinistra italiana dalle origini nobili.
Da qui la rivendicazione del progetto politico di Azione, orientato alla costruzione di un partito federalista e centrista, all’interno di uno scenario che Calenda immagina strutturato su coalizioni distinte: il centrodestra, l’asse dei Cinque Stelle, quello di Vannacci e un fronte di forze democratiche e popolari di tradizione riformista e socialista, oggi ai margini del dibattito politico. Un fronte, quest’ultimo, con cui Calenda intende collaborare, ma senza aprire ad alleanze con chi non crede nel progetto di Stati Uniti d’Europa: «Tutto quello che è successo nel mondo — ha detto — è partito da un’avanguardia, sempre una minoranza capace di spingere con ideali e moralità nonostante le difficoltà. Io non combatto contro qualcosa, ma per un obiettivo, e attorno a quell’obiettivo si costruisce un progetto».
La lezione della guerra in Ucraina
Calenda ha poi raccontato di un’esperienza diretta maturata visitando più volte, dal primo anno di guerra, i territori ucraini colpiti dal conflitto, e di essere rimasto colpito dalla capacità di resistenza dimostrata sul campo. Da qui l’invito a non guardare con distacco al conflitto, ma a comprenderne la posta in gioco per la sicurezza europea.
Uno scenario a cui Calenda dice di guardare con preoccupazione è quello di un possibile test da parte della Russia nei confronti della NATO, non attraverso un’invasione dei Paesi baltici, ma con azioni più limitate, come un attacco con droni a un edificio, capace di far emergere le divisioni tra i Paesi del Nord e del Sud Europa. Da qui l’appello a investire nella difesa, in particolare nei sistemi antidrone e antimissile ai confini esterni dell’Unione: un investimento paragonato, nel suo intervento, a quello che si farebbe per proteggere la propria casa.
Il rischio dell’indifferenza e il caro-gas
Uno dei passaggi più netti dell’intervento ha riguardato l’atteggiamento di chi, di fronte a rischi crescenti, continua a interessarsi soltanto di gossip e cronaca rosa, ignorando i problemi più urgenti: per Calenda si tratta di un vero e proprio rincretinimento collettivo, un fenomeno che considera l’emblema di una società incapace di cogliere la gravità della fase storica attuale. Un rischio, ha ricordato, che si accompagna a difficoltà molto concrete: quest’anno l’Italia dovrà fare i conti con un problema di disponibilità di gas e con bollette più care del 7%.