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Vavassori sulla rivoluzione del doppio: “I soldi tolti non verrebbero reinvestiti, ma solo spostati al singolo”

September 28, 2026

L’ATP trama qualcosa. E secondo le varie voci provenienti dal circuito, l’intenzione dell‘Association of Tennis Professionals è quella di ridimensionare fortemente la specialità del doppio a partire dal 2028. In quest’ipotetica rivoluzione, i primi ad essere penalizzati saranno ovviamente i doppisti, che rischiano concretamente di esser tagliati fuori da buona parte degli eventi – per via della riduzione da 32 a 16 coppie nei Masters 1000, da 16 a 8 coppie negli ATP 500, 250 e nei Challenger – e veder il montepremi previsto per il doppio (attualmente il 20%. L’ 80% è invece destinato al singolare) ridotto al lumicino, dimezzando la percentuale del prize money.

Vavassori: “C’è poco rispetto. I doppisti fanno gli stessi sacrifici”

Con tali numeri, come potrete immaginare, gli specialisti della disciplina stenteranno a sopravvivere nel Tour, ed il tennista azzurro Andrea Vavassori – intervistato in Esclusiva da Marco Beltrami di Fanpage – ha mostrato tutto il suo sgomento per il destino del doppio: “Io sono un po’ frustrato dalla situazione che si è venuta a creare e per il modo in cui è stata gestita. Dispiace, perché alle volte c’è poco rispetto e io sono una persona che fa molta attenzione ed è sensibile a livello emotivo. Accetto tutti i punti di vista, ma i doppisti sono gente che fa gli stessi sacrifici, paga coach e fisioterapisti. Dietro c’è un intero movimento di accademie e preparatori, è una disciplina olimpica”. Andrea, assieme all’inseparabile compagno di doppio Simone Bolelli, ha conquistato ben due titoli Masters nel corso della corrente stagione, uno di questi a Roma, dinanzi alla folla tricolore.

“Spaccatura tra noi e i singolaristi”

Attualmente è il numero 11 del ranking, e negli ultimi due anni, sia Wave che Bole, hanno staccato il pass per le Finals a Torino, dove hanno collezionato una semifinale nel 2025. Grandi risultati e tanto entusiasmo, il quale rischia di svanire per colpa di un’ingiusta rivoluzione, che strizza l’occhio agli introiti e ad un preciso piano di marketing dell’ATP, attualmente insoddisfatta dei profitti generati dal doppio. L’Association of Tennis Professionals intende puntare quasi tutto sul singolare, poiché è una specialità che attira molto più pubblico, dunque molte più entrate. Mentre il doppio, in termini economici, per loro rappresenta soltanto un peso: “Nella visione che hanno per il 2028 c’è più una riduzione che un miglioramento – afferma lo stesso Vavassori – Si parla di riduzione del prize money e riduzione delle coppie. Non ho visto un progetto volto a migliorare la promozione o il marketing. C’è stato solo un discorso su: ‘Come faccio a risparmiare togliendo soldi al doppio?’. I soldi tolti non verrebbero reinvestiti per migliorare il prodotto, ma spostati al singolo, passando a una percentuale estrema del 90%-10%. È brutto che si dica: ‘I doppisti guadagnano troppo’, quando in realtà, tolti i primi dieci, gli altri hanno guadagni normali se consideriamo tutte le spese. È come se si fosse creata una spaccatura tra noi e i singolaristi”.

La complicata vita nel circuito: “Trasferte lunghissime, pochi stacchi”

Secondo il piemontese – oltre ai disagi ai quali quasi certamente andranno incontro – la vita nel Tour sta diventando sempre più complessa e stressante. Calendario sempre più fitto – tema discusso anche dai singolarità – e maggiore esposizione agli infortuni: “Hanno dilatato molto il tempo che passi in giro per il mondo. Puoi stare via un mese e giocare solo tre partite. Sono trasferte lunghissime che a livello mentale ti ammazzano. Hai pochi stacchi, sei sempre in attesa, sempre in hotel. Per questo ci sono tanti infortuni ed è normale che la gente vada in burnout”, afferma Vavassori, in disaccordo con la volontà di spettacolarizzazione della disciplina da parte dell’ATP: “Se ti piace il tennis non puoi pensare di accorciare le partite per venderle meglio. Le battaglie al quinto set, dove porti fisico e mente al limite, sono l’essenza di questo sport. Se le togli da alcuni tornei, perdi l’epica di finali indimenticabili come Nadal-Federer a Wimbledon o Sinner-Alcaraz a Parigi”.