Venezia – Bilancio semiserio della Mostra appena conclusa. Al netto del verdetto, ecco quello che ha funzionato e quello che non ha funzionato della 83esima edizione.
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George Clooney: 10
Non ha sbagliato niente, è quasi "invotabile”. Ma un dieci glielo vogliamo dare per la disponibilità, la simpatia e la solidarietà dimostrate anche nei confronti di paparazzi e fotografi. Gli hanno consegnato una foto in cui, tempo fa, si era messo in mezzo a loro. E George si è rimesso in posa nel gruppo, con quello scatto in mano. George uno di noi: sarà anche marketing da superstar, ma non crediamo sia soltanto quello. C’è qualcosa di vero, e va premiato.
Le sorelle Mara: 9
Che belle le sorelle. Kate e Rooney Mara sono la dimostrazione che l’effetto umano può battere quello digitale. Il saggio e geniale Werner Herzog, invece di duplicare digitalmente (glielo avevano proposto) un’attrice, per Bucking Fastard ha scelto due sorelle che nella vita si passano due anni e non si somigliano nemmeno così tanto. Sullo schermo diventano quasi una sola persona, parlano all’unisono, dentro una favola herzoghiana sorprendentemente ottimista. Il regista sognava un premio unico per tutte e due. Non è arrivato, ma la loro interpretazione resta.
Pamela Anderson: 5
Il film si chiama A place to be, un posto dove stare. Pamela Anderson, tornata a un secondo splendore dopo anni opachi e capace di dimostrare che al cinema ha ancora da dire, ha sbagliato il posto in cui non esserci: l’incontro con la stampa. Sul tappeto rosso, invece, si è vista. È una tendenza che va avanti da tempo: le occasioni per parlare di cinema, che in un festival dovrebbero essere centrali, si diradano. Per farsi fotografare si trova quasi sempre il tempo.
Ellen Burstyn: 10
A 93 anni la conferenza stampa la fa. E recita nello stesso film di Pamela Anderson. Le star di una volta hanno ancora qualcosa da insegnare, anche sul mestiere di esserci.
Lorenzo Perrotta: 8
Che bello questo Scherzetto. Il piccolo protagonista del film di Mario Martone è una splendida nuova creatura cinematografica. Il regista e Toni Servillo si sono lasciati tiranneggiare da lui sul set e sul tappeto rosso. Per una volta, a comandare sui due navigati cineasti è un bambino in età prescolare.
Nanni Moretti, premio al miglior aneddoto: 9
Durante la proiezione di Succederà questa notte, uno spettatore non la smette di guardare il telefonino. Nanni Moretti resiste ai titoli di testa, aspetta le prime scene, poi si alza dalla galleria e scende in platea per redarguirlo. Il giorno dopo, alla consegna del premio Siae Andrea Purgatori, conquista la sala raccontando l’incursione: “E allora non ce l’ho fatta”. Un altro piccolo classico nell’antologia degli aneddoti morettiani, da consegnare alla schiera di fedelissimi che lo accompagna da sempre.
Strippoli, il patto con Valeria Bruni Tedeschi: “Sapevo esattamente cosa voleva”
Valeria e Valeria: 8
Valeria Bruni Tedeschi e Valeria Marini sembrano due rette parallele destinate a non incontrarsi. Invece al Lido è successo, almeno a parole. Durante la nostra intervista, Paolo Strippoli ha chiamato la prima con il nome della seconda. Bruni Tedeschi, che vive in Francia, ha cercato di mettere a fuoco la collega, evocandone le forme sinuose con grande calore e affetto. Marini, intanto, arrivata molto in ritardo con il suo abito giapponese, ha rinunciato al tappeto rosso ed è entrata dall’accesso privato, evitando di intralciare la passerella altrui. Una lezione per chi considera il tappeto rosso una proprietà personale.
Il tappeto rosso agli influencer: 4
Nina Dobrev, l’attrice di The Vampire Diaries, è stata invitata a lasciare rapidamente il tappeto rosso, con grande irritazione dei fotografi. Una fretta che non sempre si applica agli influencer, sempre più padroni delle passerelle e dei social della Mostra. Visibilità assicurata. Ma siamo sicuri che tutto questo porti qualcuno al cinema?
Il Lido senza linea: 3
Far coincidere le agende delle star dev’essere un’impresa. Ma concentrare nello stesso giorno Oasis, Nanni Moretti e Robert Pattinson non è stata un’idea felicissima. Oltre venticinquemila persone al Lido, linee telefoniche in tilt e collegamenti impossibili per ore. Nel luogo che avrebbe dovuto essere il centro mediatico del mondo, un improvviso ritorno al Medioevo.
Werner Herzog, maestro anche di social: 9
Non contento di aver trasformato le sorelle Mara quasi in un’unica creatura, Werner Herzog ha dispensato consigli a Zerocalcare durante un incontro di Best Movie. Il tema: come gestire i social, sui quali il fumettista ne ha passate parecchie. La soluzione del maestro è farli curare a qualcun altro: nel suo caso, il figlio. Non sarà il solo, ma il consiglio è buono.
Scamarcio e chi crede negli esordienti: 8 e mezzo
Crederci significa anche produrre, esporsi, mettere la propria esperienza al servizio di un regista al primo film. Riccardo Scamarcio lo ha fatto con I figli della scimmia di Tommaso Landucci, di cui è protagonista e produttore. I premi nella sezione Orizzonti per l’interpretazione e la sceneggiatura riconoscono anche il valore di questa scommessa. Un bel voto a lui e a chi contribuisce concretamente a far esordire nuovi autori.
Il trucco di Penélope Cruz: 5
Penélope Cruz e Javier Bardem: belli, impegnati, pieni di talento. Al Lido hanno portato Bunker di Florian Zeller, con un messaggio che condividiamo. Un appunto, però, al trucco: nel 2026 si può ancora andare a letto in una scena, e soprattutto svegliarsi, con un maquillage vistoso e perfetto? Sembrano tornati gli anni Sessanta, quando le dive aprivano gli occhi con l’ombretto azzurro e il neo disegnato. Siamo certi che Cruz sia bellissima anche struccata.
Caro Lido ed Excelsior privé: 3
Il caro Lido è un problema che dura da decenni e non ha mai trovato un tetto. Affitti quasi raddoppiati, la poltrona letto a cinquanta euro al giorno ormai entrata nella storia della Mostra. Ma il fulmine si abbatte sul glorioso Excelsior, tanto amato da Sergio Leone: transenne, bodyguard, cordoni dappertutto e una specie di corridoio umanitario per i giornalisti, dirottati sull’ingresso laterale. Come se non fossero degni di quello principale. Tra accessi riservati agli ospiti e consumazioni minime da cinquanta euro, fermarsi diventa un’impresa. E i modi della sicurezza potrebbero essere più gentili. È una questione da addetti ai lavori? Certo, ma siamo pur sempre qui a lavorare: la Biennale deve trovare un posto meno escludente. Intanto al Des Bains sono iniziati i lavori: la riapertura dello storico albergo, destinato a tornare il secondo grande polo del Lido, è una prospettiva concreta. Magari la concorrenza aiuterà. Bisognerà aspettare il 2030.
La fratellanza: 9
Non solo le sorelle Mara. Questa edizione della Mostra ha esaltata la fratellanza, oltre agli ex litigiosi Gallagher che hanno celebrato la pace ritrovata sul tappeto rosso del festival, si sono visti i fratelli Usberti di Prima della guerra (Tommaso alla regia, Piero protagonisti), premiati; i fratelli sceneggiatori Damiano e Fabio D’Innocenzo che hanno tolto la firma a La città dei vivi ma hanno rivendicato il lavoro fatto su Serpenti. E Ben Aflleck venuto ad applaudire e sostenere il fratello minore Casey che ha portato in concorso Company. Tappeto rosso minimo e per non rubare scena al fratello ma applausi in sala. La famiglia conta soprattutto quest’anno in cui i fratelli Affleck hanno perduto entrambi i genitori.