Settantadue euro. È questa la cifra che una turista di Lucca si è ritrovata a pagare martedì scorso al Caffè Florian, lo storico locale che si affaccia su piazza San Marco a Venezia. Un conto che, pur essendo salato, non ha suscitato particolare indignazione nella donna. Anzi, a farle scappare una risata è stata una voce specifica dello scontrino: supplemento musica, 7 euro.
La vicenda, raccontata al Corriere Fiorentino, offre uno spaccato di quella che è l’esperienza turistica in uno dei caffè più rinomati e costosi d’Italia. Ma andiamo con ordine, analizzando nel dettaglio cosa comporta sedersi ai tavolini di questo locale ultracentenario. Il menù della turista toscana e della persona che l’accompagnava comprendeva un toast classico da 15 euro, un croissant farcito con pomodoro e mozzarella da 16 euro e due Aperol Spritz al prezzo di 17 euro ciascuno. Fin qui, per quanto elevati, si tratta di prezzi che rientrano in una certa aspettativa quando si sceglie di consumare in piazza San Marco. La vera sorpresa è arrivata con quella riga aggiuntiva: il supplemento per l’accompagnamento musicale.
La donna spiega che durante la consumazione era presente una piccola orchestra composta da tre musicisti che intratteneva i clienti del locale con le loro esibizioni dal vivo. Un dettaglio che contribuisce certamente all’atmosfera unica del posto, ma che viene fatto pagare a parte. Sul tavolo era presente un depliant informativo che avvertiva della possibile maggiorazione artistica, quindi tecnicamente non si è trattato di un costo nascosto.
La reazione della turista lucchese è stata di divertita accettazione. “Sapevamo che sedendoci ai tavoli di questo caffè così rinomato e proprio in piazza San Marco, il prezzo sarebbe stato salato“, ha dichiarato. Ma la voce “supplemento musica” l’ha comunque colta di sorpresa, strappandole una risata. Meno divertiti sembravano essere i turisti giapponesi seduti ai tavoli vicini, che secondo il racconto della donna apparivano “un po’ più perplessi”, forse non comprendendo appieno il motivo di quella maggiorazione.
La questione dei prezzi nei locali storici delle città d’arte italiane è da sempre oggetto di dibattito. Da un lato c’è chi sostiene che la location esclusiva, la storia del locale e i servizi offerti giustifichino tariffe premium. Dall’altro, molti ritengono che certi prezzi siano eccessivi e contribuiscano a rendere inaccessibili luoghi simbolo del patrimonio culturale italiano, trasformandoli in esperienze riservate a pochi.
Il Caffè Florian non è certo nuovo a questo tipo di discussioni. Il locale è da sempre considerato tra i più cari d’Italia, ma continua ad attrarre migliaia di visitatori ogni anno, affascinati dalla possibilità di sedersi negli stessi ambienti che hanno ospitato intellettuali, artisti e nobili di tutta Europa. Le sale interne, decorate con affreschi e specchi ottocenteschi, rappresentano un piccolo museo vivente della Venezia che fu.
Il supplemento per la musica dal vivo non è una pratica esclusiva del Florian. Diversi locali storici europei, soprattutto nelle città più turistiche, applicano questa maggiorazione quando offrono intrattenimento musicale. In teoria, si tratta di un modo per remunerare gli artisti e coprire i costi dell’esibizione, scaricando parte di questa spesa sui clienti che ne beneficiano direttamente.
Resta il fatto che 72 euro per una colazione o uno spuntino rappresentano una cifra considerevole, che non tutti possono permettersi o sono disposti a spendere. La trasparenza nella comunicazione dei prezzi, come nel caso del depliant informativo presente ai tavoli, è certamente un aspetto positivo che permette ai clienti di scegliere consapevolmente se procedere con l’ordine o meno.
La storia della turista toscana si inserisce in un filone di cronache che periodicamente emergono sui social e sui giornali, raccontando di conti salati nei locali italiani più frequentati. Casi simili sono stati segnalati in località balneari come Forte dei Marmi o in stabilimenti della Costiera Amalfitana, dove non è raro trovare voci di conto inaspettate o supplementi poco chiari.