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Venezia-Napoli 1-0, il Napoli non c'è più: Massimiliano Allegri batta un colpo

October 18, 2026

Il Napoli è sparito. Affondato a Venezia, sul campo della squadra che era arrivata a questa partita con zero punti, 16 reti subite e un nuovo allenatore. Il Venezia ha vinto non perché abbia una superiore qualità.

Ma perché ha trovato avversari mai aggressivi nel primo tempo. Allegri (come De Laurentiis) non può restare inerte di fronte a questa situazione. Ha accettato un progetto rischioso, senza rinforzi e con un organico abbastanza usurato. Tocca a lui trovare la chiave di volta della stagione per la squadra che difetta in fatto di leader. De Bruyne? Ha avuto una discussione serrata con il suo allenatore a Vila-Real (altro che illazioni e chiacchiere da bar come ha detto il ds Manna) e s’è fatto parare da Stankovic il rigore che avrebbe potuto riaprire la partita. Kevin non falliva un tiro dagli 11 metri da quasi sei anni. È sceso in campo sereno dopo quanto è accaduto nei giorni precedenti?

Max ha pensato al prossimo turno di Champions (martedì c’è il Bodo al Maradona ed è necessario acquisire i primi punti) e ha schierato alcune seconde linee nel primo tempo, con l’inedita coppia offensiva Lucca-Giovane. Il tiro più pericoloso è stato quello di Rrahmani, un difensore, tanto per capirci. Lucca non solo non è stato in grado di girare in porta un ottimo pallone servito dal brasiliano ma ha favorito la rete del Venezia con un assurdo tocco a centrocampo, facendo trovare scoperto Rrahmani di fronte ad Adams. E Allegri lo ha subito sostituito. Di fronte all’ennesima pessima prestazione di Lucca c’è da chiedersi come sia stato possibile spendere 35 milioni nell’estate di un anno fa per farne la punta di riserva, prima di Lukaku e poi di Hojlund. Da tempo è alimentata da Castel Volturno la voce che lo abbia voluto Conte. Ma è utile ricordare la nota stampa diffusa il 21 giugno 2025: «Ci teniamo a sottolineare che è sempre ed unicamente il Napoli che fa il mercato e non unilateralmente il presidente o il direttore sportivo o l’allenatore». Detto questo, Allegri avrebbe voluto Gabriel Jesus, poi approdato al Barcellona, come alternativa per Hojlund. È rimasto Lucca, difficile da piazzare altrove.

Il peso di questa sconfitta, sia chiaro, non ricade soltanto sulle spalle del 2.01 Lucca, un gigante di argilla la cui bocciatura è stata palese a Venezia, anche se Allegri ha detto che ha «fatto la sua parte». È responsabilità di tutti, a partire dall’allenatore che con la sua esperienza deve adesso imprimere la svolta, in attesa che a gennaio De Laurentiis prenda quei rinforzi indispensabili per guadagnare la partecipazione a una competizione europea. Il Napoli–2 avrebbe dovuto fare un altro tipo di partita a Venezia e invece ha giocato senza intensità e si è fatto vedere dalle parti del bravissimo portiere Stankovic soltanto sullo 0-1, quando Allegri si è affidato ai titolari che hanno fatto uno sforzo per spostare dal loro lato l’inerzia della gara. Ma non è stato sufficiente per ribaltare la partita, incredibilmente persa a una settimana dalla convincente vittoria sul Frosinone che sembrava aver riportato la squadra sulla retta via.

La sintonia umana che Allegri ha subito creato con i giocatori durante i ritiri estivi (si rileggano le loro interviste con evidenti frecciate al duro predecessore Conte) non si è trasformata in una sintonia tecnica sul campo: Max non vuole vedere tutto questo. E ora scuota una squadra spenta, che manifesta preoccupanti carenze caratteriali perché, al di là delle scelte di formazione, era doveroso aspettarsi di più dopo la sconfitta di Vila-Real, archiviata magari nella testa di alcuni giocatori come un incidente di percorso. «Abbiamo giocatori ottimi, dobbiamo affrontare il momento con serenità, lucidità e professionalità. Essere preoccupati non serve a niente», ha detto Max dopo la sconfitta a Venezia, attento a difendere l’equilibrio psicologico del gruppo.

Mancano 31 partite di campionato e 6 di Champions League, oltre alla Coppa Italia. C’è tempo per riprendersi. Teoricamente. Ma quali sono le prospettive di questo Napoli che nelle aspirazioni di De Laurentiis dovrebbe avere un importante ruolo in Champions e nei progetti del tecnico dovrebbe trovarsi in corsa su tre fronti in primavera? Cinque sconfitte in nove partite sono un grande fardello e rischiano di condizionare la stagione di una squadra che ha perso forza fisica e compattezza. Allegri ha indiscutibile esperienza ma è opportuno in questa fase ridurre il turnover nonostante l’intenso calendario perché i giocatori affidabili sono pochi e individuabili tra quelli schierati sullo 0-1. Ciò potrebbe incidere sul cammino nella doppia competizione ma il Napoli è indietro in entrambe: dunque, si dovrebbe fare una scelta. C’è anche il tema dei calciatori fragili: anche ieri il tecnico ha ricordato i frequenti problemi muscolari di Neres (e a Venezia si è fermato Alisson Santos, al rientro), in questo avvio di stagione già dodici gli infortunati che hanno complessivamente saltato 43 gare. De Laurentiis, assente anche a Venezia, dia un segnale forte all’allenatore e alla squadra. Si deve ripartire subito con uno spirito differente, ritrovando quella fame che deve sostenere ciò che resta della qualità del Napoli.