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Venezia-Napoli, probabili formazioni e ultime notizie. Allegri: «Dobbiamo capire che siamo forti»

October 17, 2026

CASTEL VOLTURNO Fuori la verità. Ora il problema è capire se tre giorni sono servite ad ammansire la bestia azzurra, se Max è riuscito a domarla. O se il Napoli continuerà a scalciare e a ringhiare come le capita da due mesi in qua. Anche oggi pomeriggio a Venezia. Un Napoli pericoloso da maneggiare. Come lo è la sua stella, Kevin De Bruyne: «È un ragazzo intelligente, ha capito quello che doveva capire. Ma dobbiamo capirci: o io parlo inglese o lui italiano». Un caso che non va pompato in pubblico, basta e avanzano le sceneggiate belghe in mezzo al campo. Ora in Laguna non si arriva per andare in gondola: «C’è da sporcarsi le mani, giocare con umiltà. Hanno zero punti ma hanno un nuovo allenatore. Non è una partita facile». In sette giorni pure lui non ha capito con che razza di squadra si ritrova ad aver a che fare: con il Frosinone offre di sé l’immagine migliore, poi con il Villarreal ti fa disperare: «Non capisco come una squadra così forte non riesca a comprendere che le gare anche al 93’ si possono ribaltare. L’errore ci sta, ma perché non sappiamo gestire l’imprevisto?». Un bel problema se neppure Allegri è ancora riuscito a trovare soluzioni: 4 sconfitte in 8 gare. Che Napoli vedremo oggi con il Venezia è una domanda a cui nessuno riesce ad avere certezze. Perché se per un attimo riesce a rallegrarti, dopo poco gli azzurri piantano tutti lì e non si muovono più d’un passo.

L’ansia

La vera partita della verità è quella col Bodo Glimt, martedì notte. Ma intano pure quello di questo pomeriggio è un piccolo romanzo di formazione: perché tre punti servono a mettere le ali almeno in campionato. In un avvio di stagione dove ancora non si capisce se il Napoli è carne o pesce. Intanto Max fa di tutto per spiegare di aver sbollire la rabbia e lo stupore per la prova autolesionista con il Villarreal. «Sulla gestione della gara si deve essere coscienti delle forze che abbiamo, qualunque cosa accada durante l’incontro non deve spostare gli equilibri della squadra è perché le partite sono lunghe e c’è tempo per recuperare. Dobbiamo capire che siamo forti». Meno male. Poi c’è De Bruyne. Sono un caso le sue continue sfuriate, sotto i riflettori ma anche lontani. Per adesso, quando il gioco diventa duro, e bisogna dare la svolta, ti giri e lui non c’è. Come nelle notti di Champions. Ma non è l’aria di Napoli a renderlo così: anche con Guardiola (e il suo staff) è finita in malo modo. E la convivenza con Conte è stata piena di scintille, rimaste sempre sotto la linea di galleggiamento. Insomma, non è la sua prima volta. «Sono cose di campo, sono incomprensioni che sono poi finite lì. Se ci fossimo chiariti prima, sarebbe stato meglio. Lui ha parlato in inglese, io ho risposto in italiano, poi ho parlato in inglese e non ci siamo capiti. Può succedere. Se adesso ha capito? Ha capito, è un ragazzo intelligente, ha capito», dice provando a ridimensionare il faccia a faccia di Castel Volturno.

A fasi alterne

«Non sono preoccupato per la discontinuità delle prestazioni e dei risultati: bisogna trovare soluzione ai problemi. Bisogna gestire meglio la palla in certi momenti della gara e gestire meglio l’imprevisto, come l’errore di Politano. Non è che un gol debba cambiare l’andamento della partita, ci sono anche altri 80’. Nei momenti di difficoltà, non deve crollarti il mondo addosso perché c’è tempo. Bisogna capire che c’è sempre il tempo per vincere». Trova il tempo di difendere ancora la prova in Champions: «Non è che è tutto un disastro quando subisci rimonte oppure tutto perfetto quando vinci. Il risultato indirizza l’opinione, ma si torna al fatto che conta il risultato». Apre al posto da titolare ad uno tra Beukema e Marianucci: «Hanno recuperato in pieno». E poi la classica esaltazione degli avversari di turno: «Davide Nicola ha fatto bene, ha conquistato diverse salvezze clamorose come quella a Crotone. Allena una squadra che ha zero punti in classifica ma è una squadra che crea molto, con qualità. Venezia è sempre un campo difficile perché più piccolo, la palla scorre poco e bisogna adattarsi all’ambiente. Domani per noi quella è una gara che bisogna vincere. E si può fare giocando con rispetto del Venezia e calandosi in quella che sarà la partita».