L'amore bugiardo - Gone Girl (2014)
Tra i thriller da scegliere dopo Verity c'è sicuramente L'amore bugiardo – Gone Girl, adattamento cinematografico del romanzo di Gillian Flynn diretto da David Fincher. Al centro della vicenda c'è Nick Dunne, la cui vita cambia radicalmente quando la moglie Amy scompare nel giorno del loro anniversario di matrimonio. I sospetti si concentrano rapidamente su di lui, mentre l'opinione pubblica segue il caso e ogni dettaglio della sua vita privata finisce sotto esame.Attraverso continui salti tra passato e presente, il film ricostruisce la relazione della coppia, dalle prime fasi romantiche alle difficoltà emerse dopo il trasferimento dal vivace contesto newyorkese al Missouri. Quello che sembra inizialmente un caso di cronaca nera si trasforma così in una storia sempre più ambigua, in cui le apparenze possono ingannare. Il consiglio è di guardarlo senza cercare anticipazioni sulla trama. Una parte fondamentale dell'esperienza sta proprio nel modo in cui il racconto cambia prospettiva e spinge lo spettatore a rivedere ciò che credeva di aver capito.
Rebecca - La prima moglie (1940)
Pubblicato nel 1940, Rebecca – La prima moglie è uno dei film più celebri di Alfred Hitchcock e porta sullo schermo l'omonimo romanzo di Daphne du Maurier. La storia si sviluppa attorno a una giovane sposa che entra a far parte di una famiglia benestante e si ritrova in una residenza dove sembra impossibile costruire una nuova vita senza fare i conti con quella precedente. Il nome di Rebecca, la donna che ha occupato quel posto prima di lei, continua infatti a pesare sul presente. Più che una classica storia di fantasmi, il film costruisce un clima di inquietudine attraverso i rapporti tra i personaggi e il senso di esclusione della protagonista. Il dubbio che accompagna lo spettatore è se il passato nasconda davvero qualcosa di inspiegabile o se la giovane moglie sia intrappolata in una situazione che la porta a dubitare di lei. A quasi un secolo dalla sua uscita, il film continua a lasciare tracce anche nel mondo pop. Tra i riferimenti individuati dai fan nel videoclip di "Patient Zero" di Taylor Swift con Dakota Johnson, ci sono richiami che rimandano proprio al mondo di questo film.
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Jane Eyre (2011)
Può sembrare un accostamento insolito, ma anche Jane Eyre, il celebre romanzo di Charlotte Brontë, racconta una storia in cui l'amore si intreccia con segreti scomodi e verità nascoste. Tra le tante trasposizioni cinematografiche, merita una menzione quella del 2011, diretta da Cary Joji Fukunaga e interpretata da Mia Wasikowska e Michael Fassbender. La vicenda segue Jane, una giovane governante che trova impiego nella tenuta di Edward Rochester e finisce per innamorarsi del suo enigmatico datore di lavoro. Quella che sembra una storia d'amore destinata a sbocciare si complica quando emergono inquietanti rivelazioni legate alla dimora e al passato di Rochester, in particolare al suo matrimonio. Se in Verity il confine tra passione e inquietudine è tutt'altro che rassicurante, Jane Eyre affronta questi temi con un'impronta più romantica e gotica. Il risultato è una relazione complessa, in cui lasciarsi conquistare dai sentimenti dei protagonisti non significa necessariamente ignorare le ombre che li circondano.
Crimson Peak (2015)
Con Crimson Peak, Guillermo del Toro costruisce un racconto in cui il romanticismo si mescola all'orrore. Il film, uscito nel 2015, ha per protagonista Mia Wasikowska nel ruolo di Edith, un'aspirante scrittrice che si ritrova a vivere nella remota tenuta del marito, insieme alla cognata Lucille, interpretata da Jessica Chastain. La nuova casa si rivela presto un luogo tutt'altro che accogliente, tra inquietanti apparizioni e un passato che nessuno sembra disposto a raccontare. E se la tensione tra i personaggi vi ricorda certe dinamiche familiari di Game of Thrones, non siete gli unici a poter cogliere qualche somiglianza con i Targaryen. Tra mistero e fantasmi, la protagonista dovrà capire di chi potersi fidare e quale verità si nasconda dietro l'apparente tranquillità della sua nuova vita. Un titolo da riscoprire, soprattutto per chi ama le storie gotiche e vuole qualcosa di diverso dai soliti horror.
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La donna perfetta (2002)
Nicole Kidman, nel film è Joanna, una cittadina americana fin troppo tranquilla con un matrimonio che nasconde qualcosa di terribile. La donna perfetta, diretto da Frank Oz nel 2004, porta sullo schermo una storia nata dalla penna di Ira Levin, già adattata al cinema nel 1975. Questa volta, accanto a Kidman, troviamo Matthew Broderick, Bette Midler e Glenn Close. Joanna è una dirigente televisiva la cui vita cambia radicalmente dopo un'improvvisa crisi lavorativa. Il trasferimento a Stepford dovrebbe rappresentare l'occasione per ripartire, ma la nuova comunità si rivela presto un ambiente difficile da comprendere. Le mogli del posto sembrano avere tutte gli stessi interessi e un entusiasmo inesauribile per le faccende domestiche. I mariti, al contrario, appaiono perfettamente soddisfatti di questa situazione.P er Joanna, che non ha alcuna intenzione di rinunciare alla propria individualità, accettare queste stranezze diventa sempre più difficile. Quello che inizialmente sembra un problema di mentalità e conformismo si trasforma in un mistero che coinvolge l'intera comunità. E la verità che emerge mette in discussione tutto ciò che Stepford vuole far apparire normale.
Ex Machina (2014)
E se la persona di cui vi fidate di più fosse anche quella capace di ingannarvi meglio? È il dilemma che alimenta Ex Machina, il film del 2014 scritto e diretto da Alex Garland, vincitore dell'Oscar per i migliori effetti visivi. La vicenda ruota attorno a un incontro insolito tra tre personaggi. Tra loro troviamo Caleb (un giovane programmatore interpretato da Domhnall Gleeson), Nathan (il brillante e imprevedibile imprenditore tecnologico a cui presta il volto Oscar Isaac) e Ava (l'androide interpretata da Alicia Vikander). Quando Caleb raggiunge la residenza privata di Nathan, capisce che la sua presenza non è casuale. In realtà è stato scelto per partecipare a un progetto sperimentale destinato a mettere alla prova le capacità di Ava. Quello che Caleb non può immaginare è quanto quell'esperienza finirà per mettere in discussione anche il suo modo di giudicare gli altri. Tra conversazioni enigmatiche e verità che affiorano poco alla volta, il film lascia lo spettatore in bilico tra ciò che è autentico e ciò che è soltanto una rappresentazione convincente. Più che un semplice racconto sui progressi tecnologici, Ex Machina è una riflessione sul potere della persuasione e sulla facilità con cui le nostre convinzioni possono essere sfruttate. Un thriller cerebrale che, a distanza di anni, continua a sollevare interrogativi sulla fiducia e sulla possibilità che una macchina impari non soltanto a pensare, ma anche a manipolare chi ha davanti.
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Angoscia (1944)
In Angoscia (1944), diretto da George Cukor, la paura nasce tra le mura domestiche e si insinua nella mente della protagonista, fino a farle dubitare della propria percezione della realtà. Ingrid Bergman interpreta Paula, una giovane cantante lirica che, dopo aver sposato Gregory, si trasferisce nella casa londinese appartenuta alla zia, assassinata anni prima. La nuova vita coniugale si trasforma presto in un incubo. In casa accadono episodi inspiegabili e Gregory sembra impegnato a convincere la moglie che tutto sia frutto della sua immaginazione. Paula si ritrova così intrappolata in una situazione in cui distinguere la verità dalle bugie diventa sempre più difficile .Il film è particolarmente interessante per chi ha apprezzato Verity. Anche qui la manipolazione psicologica è al centro della vicenda e il dubbio diventa uno strumento per esercitare il controllo sull'altra persona. Non è un caso che il titolo originale, Gaslight, abbia dato origine al termine inglese "gaslighting", oggi utilizzato per descrivere proprio questo tipo di abuso psicologico. Una curiosità: Angoscia segna il debutto cinematografico di Angela Lansbury (ricordate l'iconica Signora in giallo?) che per la sua interpretazione ricevette una candidatura all'Oscar.
La grande nebbia (1953)
Diretto da Ida Lupino nel 1953, La grande nebbia è un noir che affronta il tema delle bugie e delle conseguenze delle scelte sbagliate attraverso la storia di un uomo diviso tra due famiglie. Il protagonista, Harry Graham, conduce infatti una doppia vita matrimoniale, cercando di mantenere nascosta una verità destinata prima o poi a venire a galla. La situazione precipita quando Harry e la prima moglie decidono di adottare un bambino. Le verifiche previste dalla procedura portano alla luce informazioni sul suo passato e fanno emergere il segreto che l'uomo custodisce da tempo. Senza affidarsi a colpi di scena spettacolari, Ida Lupino costruisce un racconto intimo e malinconico, sostenuto soprattutto dalle interpretazioni e dai dilemmi morali dei personaggi. Harry non è il classico antagonista violento, ma un uomo incapace di gestire le proprie responsabilità, che finisce per ferire le persone coinvolte nelle sue decisioni. È proprio questa dimensione quotidiana e profondamente umana a rendere il film interessante ancora oggi.
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Un piccolo favore (2018)
Blake Lively e Anna Kendrick sono le protagoniste di Un piccolo favore (2018), il thriller dai toni ironici diretto da Paul Feig e tratto dal romanzo di Darcey Bell. Al centro della storia ci sono due donne molto diverse. Emily, elegante e avvolta da un certo alone di mistero e Stephanie, una mamma che racconta la propria quotidianità attraverso un blog. La loro conoscenza sembra destinata a trasformarsi in una bella amicizia, finché un giorno Emily sparisce senza lasciare traccia. Stephanie decide di ricostruire gli ultimi giorni dell'amica, ma le indagini informali finiscono per portarla alla luce di segreti che coinvolgono anche le persone più vicine alla donna scomparsa. E più la ricerca prosegue, meno la storia sembra avere una spiegazione semplice. A rendere il film particolarmente interessante è il modo in cui alterna suspense, humour nero, tensione e relazioni ambigue senza prendersi mai troppo sul serio. Un piccolo favore è così un'alternativa perfetta per chi cerca un mistero avvincente, ma preferisce un tono più irriverente rispetto a quello di Verity.
The Invitation (2022)
E se l'occasione di conoscere la propria famiglia si trasformasse in un incontro ravvicinato con il principe delle tenebre? È l'idea alla base di The Invitation, film horror del 2022 diretto da Jessica M. Thompson, che riprende la figura di Dracula inserendola in una storia di eredità e segreti di sangue. Nathalie Emmanuel veste i panni di Evie, una giovane donna che vive a New York e che, dopo aver scoperto attraverso un test del DNA di avere parenti in Inghilterra, viene invitata a partecipare a un matrimonio nell'elegante tenuta della famiglia. L'accoglienza è calorosa, e il futuro sposo sembra uscito da una fiaba. Peccato che dietro tanta cortesia si nasconda una realtà decisamente meno romantica. Con il passare del tempo, Evie comprende che la sua presenza alla cerimonia non è affatto casuale e che le nozze hanno un significato molto diverso da quello che immaginava. Il film mescola horror e romanticismo, giocando sul contrasto tra il fascino aristocratico della dimora e la minaccia che si cela al suo interno. Il risultato è una rivisitazione moderna del ruolo del vampiro, ideale per chi cerca una storia gotica in cui l'amore può diventare una questione di vita o di morte.