Elephants

Viaggio fra Giambellino e San Siro, dove cova la rabbia della banlieue milanese. “I saccheggi? Sapevamo che non ci avrebbero fermati”

October 23, 2026

Dispersione scolastica e lavori, spesso sottopagati, nei cantieri edili sono spesso il leitmotiv delle vite dei ragazzi di seconda generazione

Dispersione scolastica e lavori, spesso sottopagati, nei cantieri edili sono spesso il leitmotiv delle vite dei ragazzi di seconda generazione

Milano, 23 ottobre 2026 – Una bandiera italiana sventola da una finestra in via Mar Jonio, mentre a pochi passi gruppi di donne con il velo portano a passeggio i bambini tra le case popolari di piazzale Selinunte. Tre giovani nordafricani, le scarpe e gli abiti sporchi di vernice dopo una mattinata in cantiere, consumano il pranzo. “Gli scontri? Non ne so niente, non me ne frega niente”, spiega uno di loro. Un ragazzo di 16 anni, nato in Italia da genitori egiziani, alza gli occhi dallo smartphone e risponde a qualche domanda.

Il centro scintillante per super ricchi e le periferie degradate dove si rimane intrappolati: una miscela esplosiva

Il centro scintillante per super ricchi e le periferie degradate dove si rimane intrappolati: una miscela esplosiva

“Sabato sono andato in centro con un mio amico per vedere quello che succedeva – racconta – e perché condivido le ragioni della protesta. Era la mia prima manifestazione, non mi interessa la politica. In questo quartiere non c’è nulla, non ci sono prospettive, ci sentiamo abbandonati e le persone sono piene di rabbia. Non è finita qui”. 

Degrado, rifiuti, masserizie e muri scrostati sono il "panorama" che hanno sotto gli occhi ogni giorno gli inquilini dei palazzi

Degrado, rifiuti, masserizie e muri scrostati sono il "panorama" che hanno sotto gli occhi ogni giorno gli inquilini dei palazzi

Viaggio fra Giambellino e San Siro, dove cova la rabbia della banlieue milanese. “I saccheggi? Sapevamo che non ci avrebbero fermati”

A mezz'ora da Citylife  

Una rabbia che cova tra i palazzi popolari dalle facciate scrostate, a meno di mezz’ora a piedi dalle case vip di CityLife e a una fermata di metrò dallo stadio di San Siro che verrà abbattuto, fetta di Milano dove si concentrerà il business del mattone. In piazzale Segesta una targa, più volte presa di mira dai vandali, ricorda il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli precipitato nel 1969 da una finestra della Questura, la "diciottesima vittima della strage di piazza Fontana”. 

Il quartiere chic e residenziale di Citylife è a poche fermate di metrò da Selinunte e Segesta

Il quartiere chic e residenziale di Citylife è a poche fermate di metrò da Selinunte e Segesta

"Abbiamo agito come per gioco" 

Chi ha partecipato ai saccheggi di domenica racconta di aver agito "come per gioco”, perché “sapevamo che andando lì in trenta potevamo prenderci tutta la roba e nessuno ci avrebbe fermato”. L’iniziale “curiosità” alimentata dai messaggi sui social sfociata in un’esplosione di violenza, un “Carnevale dove tutto diventa possibile” che unisce italiani e stranieri, ragazzi cresciuti in città o nelle villette dei paesoni dell’hinterland. “Siamo invisibili – spiega un ragazzo – che per una volta sono diventati visibili”. 

Un'educatrice del centro aggregativo in zona Lorenteggio-Giambellino

Un'educatrice del centro aggregativo in zona Lorenteggio-Giambellino

L’analisi 

Diversi fattori entrano in gioco: tra questi l’abbandono scolastico, l’esercito di giovani che non studiano e non lavorano (in Lombardia sono il 9%, ma si arriva al 13% in un quartiere come San Siro) in una città che però, quest’anno, sta assistendo a un’espansione delle assunzioni nella fascia 20-29 anni. "Milano crea opportunità di lavoro per i giovani – analizza Livio Lo Verso, responsabile dell’Osservatorio della Città metropolitana – ma spesso si tratta di rapporti di lavoro temporanei o intermittenti. Il tema è capire come renderli un trampolino verso occupazioni più stabili e di qualità”. 

Le case popolari di via Odazio in zona Giambellino-Lorenteggio

Le case popolari di via Odazio in zona Giambellino-Lorenteggio

Educatori in prima linea  

Da San Siro al Giambellino, altro quartiere popolare e multietnico, dove è cresciuto il boss Renato Vallanzasca e dove i prezzi delle case negli ultimi anni, complice anche l’arrivo della metropolitana, si sono impennati. Qui ci accoglie Dario Anzani, storico educatore e tra i fondatori del Centro di aggregazione giovanile, il più antico fra quelli convenzionati con il Comune, nato 35 anni fa per combattere la piaga della tossicodipendenza. Strutture che riempiono il vuoto delle giornate, aiutano bambini e adolescenti a studiare, punti di riferimento che resistono nonostante tagli delle risorse: "Milano – è l’appello diffuso dai tre centri del Municipio 6 – spende in una sera, per i biglietti di un derby Milan-Inter, 8 volte il budget annuale di tutti i centri di aggregazione giovanile. Non possiamo aspettare che il disagio esploda per accorgerci che esiste”. 

Dario Anzani, educatore di "prima linea" al centro aggregativo del Giambellino

Dario Anzani, educatore di "prima linea" al centro aggregativo del Giambellino

Dialogo aperto 

Anzani e gli altri educatori diffondono messaggi alle famiglie, in arabo e in altre lingue, per invitarli a tenere i figli a casa in vista di un sabato ad alta tensione. “Abbiamo cercato di dialogare con i ragazzi – spiega –, quello che è successo deve far riflettere su situazioni che affondano le radici in una segregazione scolastica e urbanistica. Il mio timore è che questo sia solo un primo passo, e la prossima volta potrebbe scapparci il morto".