VICENZA - La polizia di Vicenza ha arrestato ieri sera, 25 settembre, due giovani uomini senegalesi di 22 e 24 anni, accusati di aver rapito e sequestrato un ragazzino minorenne in provincia di Bergamo: il gruppo è stato trovato nei pressi di un b&b dove il ragazzo era stato tenuto prigioniero.
Cosa è successo: le indagini
A presentare denuncia e mettere in moto le indagini è stata la stessa madre del ragazzino rapito: aveva detto di carabinierid di aver ricevuto dal figlio alcuni messaggi in cui era evidente la situazione di pericolo in cui si trovava.
Il ragazzo quindi era riuscito, di nascosto, ad allertare la madre mentre si trovava sotto sequestro.
Si sono quindi attivati gli investigatori della polizia, che dalle verifiche hanno scoperto una dinamica angosciante: il ragazzo era stato avvicinato e portato via con la forza la sera prima da due uomini che l'avevano costrettoa salire su un'auto, mentre si trovava fuori da una pizzeria nel territorio del bergamasco. I rapitori erano poi ripartiti dirigendosi verso la provincia di Vicenza.
Il movente
Da quanto si apprende, i due avrebbero rapito il ragazzino perché volevano essere pagati per una vicenda legata auna compravendita di banconote contraffatte. I rapitori però (a questo punto, di certo non dei professionisti) hanno tralasciato un dettaglio molto importante: non hanno gettato il telefono del ragazzo prima di partire e addirittura non glie l'avevano nemmeno sequestrato.
Ecco perché, dopo che il ragazzino ha allertato la madre, gli equipaggi delle Volanti della Questura di Vicenza hanno rapidamente concentrato le ricerche nel capoluogo. Hanno quindi rintracciato il giovane nei pressi del Ponte degli Angeli, ancora in compagnia dei due sequestratori, vicino a un B&B dove era stato costretto a trascorrere la notte. I due sono così stati bloccati e arrestati, quindi portati in carcere. Il minore, fortunatamente, è stato subito riaffidato alla madre.