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VIDEO| Palazzina crollata a Gaza: 20 morti, 8 sono bambini. Almeno 100 persone sotto le macerie, 50 minori dispersi

September 16, 2026

ROMA – Il bilancio della palazzina crollata nelle prime ore del giorno a Gaza, già danneggiata dalla guerra, è di almeno 20 vittime palestinesi, di cui 8 bambini. Si stima che sotto le macerie, per l’ennesima tragedia nella Striscia, siano rimaste nella giornata di oggi – mercoledì 16 settembre- un centinaio di persone, tra cui appunto donne e minori: la protezione civile parla di 50 bambini dispersi, mentre vanno avanti le operazioni di scavo disperate, per raggiungerli nel minor tempo possibile. I lavori, però, proseguono a rilento per la mancanza di macchinari pesanti.

LA PROTEZIONE CIVILE: “ALMENO CENTO PALESTINESI SOTTO LE MACERIE, DI CUI 50 BAMBINI”

Mahmoud Basal, portavoce della protezione civile di Gaza, ha dichiarato ad Al Jazeera che “ci sono ancora quasi 100 palestinesi sotto le macerie di questo edificio”. Non solo: tra i dispersi potrebbero esserci almeno 50 bambini. Il crollo ha sorpreso le famiglie che lo abitavano nella notte, ma da tempo era nota l’instabilità della struttura a causa di un bombardamento israeliano. Dal cessate il fuoco dello scorso ottobre, nessuna opera di ricostruzione è stata messa in campo e le persone continuano a dover scegliere di vivere tra le tendopoli sovraffollate o gli edifici danneggiati.

Secondo la protezione civile, “circa 2.000 edifici nelle aree abitate della Striscia di Gaza versano in condizioni strutturali precarie, ma i residenti sono impossibilitati ad abbandonarli a causa della mancanza di sistemazioni alternative”.

🇵🇸 A war-damaged building in Gaza City collapsed overnight while families slept inside, killing at least 12 people, including 5 children.

The 7-story building had been hit in an earlier Israeli strike during the war.

At least 10 families were living in it, having moved in…

— Mario Nawfal (@MarioNawfal) September 16, 2026

SAVE THE CHILDREN: SOCCORSI PALAZZO OSTACOLATI DA MANCANZA MACCHINARI

Almeno otto bambini sarebbero stati uccisi nelle prime ore di oggi e decine di altri figurano tra le circa 100 persone disperse a seguito del crollo di un edificio di sei o sette piani a Gaza City, precedentemente danneggiato da un attacco israeliano.
Mentre i soccorritori scavano tra le macerie, in alcuni casi a mani nude, le restrizioni imposte da Israele all’ingresso di macchinari essenziali e attrezzature per il soccorso stanno ostacolando direttamente gli sforzi per raggiungere le persone intrappolate sotto i detriti, mettendo ulteriormente a rischio vite umane.
Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, ha dichiarato che Israele deve revocare immediatamente queste restrizioni e adempiere agli obblighi previsti dal cosiddetto accordo di cessate il fuoco.


La Protezione Civile palestinese a Gaza ha affermato che tra i dispersi potrebbero esserci almeno 50 bambini. Nell’edificio vivevano più di dieci famiglie e, secondo le informazioni disponibili, il crollo avrebbe coinvolto anche tende e rifugi di fortuna situati nelle vicinanze.
L’edificio era già stato colpito durante il conflitto e ospitava famiglie sfollate che vi si erano trasferite a causa della mancanza di soluzioni abitative alternative. La Protezione Civile ha inoltre avvertito che circa 2.000 edifici danneggiati, attualmente utilizzati come rifugio da un gran numero di persone, rischiano di crollare.

“SI POTEVANO SENTIRE I BAMBINI GRIDARE SOTTO LE MACERIE”

“All’alba, mentre dormivamo- ha raccontato Shurouq, media manager di Save the Children nel Territorio Palestinese Occupato- abbiamo sentito un’esplosione che sembrava un bombardamento e tutta la casa si è riempita di polvere. Abbiamo pensato che l’edificio in cui ci trovavamo fosse il bersaglio. Sono appena tornata dal luogo del crollo e tutta Gaza è lì, insieme alle squadre di soccorso, per cercare di aiutare. La situazione è disperata. Le persone urlano e altre scavano a mani nude. Si potevano sentire i bambini gridare e implorare aiuto da sotto le macerie”.
“L’edificio- ha proseguito- è enorme. Ci sono persone disperse anche nelle tende vicine, che sono state travolte dal crollo. Le persone temono che, a causa della scarsità di attrezzature e macchinari, le operazioni di soccorso possano richiedere giorni. A Gaza edifici che crollano sulle famiglie sfollate sono una realtà costante. Succede continuamente, ma questa volta si tratta di un edificio molto grande. Decine di persone vivevano al suo interno. Ho visto recuperare i corpi di una donna e del suo bambino. Erano sdraiati insieme sul materasso dove stavano dormendo. Nessuno dovrebbe mai abituarsi a una scena del genere”.
“Conosco una famiglia che viveva in questo edificio crollato. Si era trasferita lì da poco, dopo essere fuggita dagli attacchi vicino alla tenda in cui viveva. La maggior parte dei componenti della famiglia sono bambini- ha inoltre detto Shurouq- e, finora, nessuno di loro è stato recuperato. È un pericolo che minaccia tutti qui a Gaza”.

“A quasi un anno dalla sua firma- ha commentato la direttrice Advocacy, Campaigns, Communications and Media di Save the Children nel Territorio Palestinese Occupato, Hiba AlHejazi- il cosiddetto ‘cessate il fuoco’ continua a non garantire protezione ai bambini. Questa tragedia non è un episodio isolato. La distruzione delle abitazioni ha costretto le famiglie a sfollare, mentre le restrizioni imposte da Israele all’ingresso di tende, materiali per i rifugi e forniture per la ricostruzione hanno lasciato le persone senza alternative sicure, costringendole a vivere in edifici danneggiati e instabili. Quando questi edifici crollano, le stesse restrizioni costringono le squadre di soccorso a scavare tra le macerie a mani nude”.
“Israele sta attivamente impedendo l’ingresso delle attrezzature e dei macchinari necessari per salvare vite umane e sostenere un’effettiva ripresa e ricostruzione. Queste restrizioni devono essere revocate immediatamente. La comunità internazionale deve intervenire con urgenza per fare pressione affinché ciò avvenga- ha concluso AlHejazi- altrimenti continueremo ad assistere a tragedie con un elevato numero di vittime che avrebbero potuto essere evitate, come quella avvenuta questa mattina”.

IL RACCONTO DEL REPORTER PALESTINESE: “LA CASA CROLLATA MENTRE I BAMBINI DORMIVANO, LE LORO URLA SOTTO I DETRITI”

“I bambini dormivano in casa loro, e improvvisamente la casa si è crollata sulle loro teste nel mezzo della notte, mentre erano addormentati, per scoprire che si trovavano sotto i detriti, gridando per aiuto”: la testimonianza del foto reporter @ahmed_kaheel0 che attraverso i suoi video e foto ha raccontato la tragedia delle sei famiglie travolta dal crollo della palazzina in cui vivevano. “A Gaza, non ci sono muri per proteggere i bambini, nessun tetto per garantire la loro sicurezza… anche i loro sogni sono seppelliti sotto i detriti”, l’amara constatazione del giornalista palestinese. Kaheel ha testimoniato come i bambini ancora vivi sotto i detriti chiedevano aiuto nel mezzo della notte: “Più di 6 famiglie sono ancora bloccate sotto i detriti mentre continuano gli sforzi di soccorso e quelli intrappolati vengono salvati in condizioni estremamente difficili”.

COSTA (M5S): GOVERNO INVII SUBITO SOCCORRITORI A SCAVARE

“Nella notte a Gaza City, nel quartiere di Tal al-Hawa, è crollato un palazzo di sette piani già sventrato dai bombardamenti israeliani, dove avevano trovato riparo famiglie di sfollati. Le vittime accertate sono almeno dodici, tra cui diversi bambini, mentre quasi cento persone restano sotto le macerie e, secondo la protezione civile palestinese, almeno cinquanta di loro sono bambini. I soccorritori scavano a mani nude perché a Gaza mancano i mezzi pesanti, e ogni ora che passa riduce la possibilità di trovare qualcuno ancora vivo. L’Italia dispone di un sistema di soccorso forgiato da decenni di terremoti e riconosciuto a livello internazionale, e ha il dovere di metterlo a disposizione adesso“. Così Sergio Costa, deputato M5S, vicepresidente della Camera.

Chiedo al governo di attivarsi oggi stesso per inviare a Gaza le squadre dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile specializzate nella ricerca sotto le macerie, insieme a medici e infermieri, e di pretendere da Israele che il loro accesso venga garantito senza ritardi. Quello di stanotte rischia di non essere l’ultimo crollo: secondo l’UNDP circa quattrocento edifici sono prossimi al cedimento, mentre decine di migliaia di palestinesi vivono in circa duemila palazzi danneggiati, con l’inverno alle porte. Chi ha visto all’opera i nostri soccorritori all’Aquila o ad Amatrice sa quante vite può salvare la loro competenza, e le vite dei civili di Gaza valgono esattamente quanto le nostre”, conclude Costa.