Al via la due giorni di Videocittà Napoli 2026, con installazioni immersive molto stimolanti e spettacolari, videoarte talk, e opere audiovisive che raccontano la storia del più grande palazzo pubblico d’Europa, l’albergo dei Poveri. In generale lo spirito della kermesse è quello di rivivere siti monumentali oggetto di rigenerazione, anticipandone gli usi e immaginando nuove funzioni. Videocittà, kermesse inventata dall’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli 9 anni fa e che oggi sbarca a Napoli per una collaborazione, assicura Rutelli, e anche il sindaco Gaetano Manfredi, sarà duratura.
«Le città italiane - racconta Rutelli a Il Mattino - sono una icona mondiale di ricchezza e stratificazioni nel corso dei secoli, o dei millenni. I loro Patrimoni culturali urbani si trovano davanti tre alternative: l’incuria; restauri senza finalizzazioni contemporanee; processi di restauri con rigenerazione e trasformazioni funzionali». E quest’ultima opzione è quella che disegna Videocittà - non a caso - per l’Albergo dei Poveri oggetto di un colossale cantiere di restauro che sta procedendo molto velocemente. Nella sostanza l’obiettivo di Videocittà è associare al restauro fisico programmi e iniziative che possano rendere i lavori visibili, con i visitatori che toccano con mano quello che è il cantiere partecipando ad eventi di qualità. Si tratta degli “usi temporanei” tanto cari al sindaco. In questo contesto il direttore de Il Mattino Vincenzo Di Vincenzo ha moderato il panel, “Napoli, ecosistema culturale e rigenerazione urbana. Istituzioni, luoghi e nuove energie culturali per la città”. Dibattito con Laura Valente, direttrice artistica Napoli Millenaria Real Albergo dei Poveri, Eugenio Viola direttore Museo Madre, Alessandra Necci direttrice Palazzo Reale, Emilia Petruccelli e Domitilla Dardi direttrice e curatrice Edit Napoli.
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La strategia
La direttrice Valente inquadra così il tema di fondo della serata, far vivere i monumenti: «Questo luogo ha dimostrato che è possibile attraverso la bellezza che tutti possono avere una opportunità abbiamo aperto questo luogo, l’Albergo dei Poveri, e in pochi mesi con la nostra mostra degli oggetti che qui abbiamo trovato, sono arrivati 150mila visitatori, sembravano invisibili come chi in passato ha abitato questo luogo, ed è solo l’inizio, la cultura è motore di sviluppo». Tocca alla direttrice di Palazzo Reale Necci interpretare i luoghi storici, i palazzi monumentali che vogliono una nuova vita: «Queste strutture - spiega - come l’Albergo dei Poveri hanno una importanza come infrastruttura materiale e immateriale, è uno dei grandi baluardi delle città perché i palazzi parlano, credo che la cultura mediata da una infrastruttura fisica sia una delle cose più potenti che esistono. I luoghi sono una narrazione e i temi del narrare li fanno gli uomini. Le infrastrutture sono collante di civiltà è un privilegio Palazzo Fuga, ci servirà per costruire il futuro»
Una bella storia è quella di Eugenio Viola direttore del Madre, partito da Napoli 12 anni fa e ora ha fatto ritorno nella sua Napoli: «La missione del Madre nell’epoca del digitale - racconta Viola - è quella per la quale sono tornato dopo 12 anni di esperienze all’estero. Ci vuole coraggio a partire ma anche a tornare un ritorno non nostalgico, ma per mettersi a disposizione della città. Ora Napoli non è più quella che ho lasciato, è al centro di grandi flussi turistici e con la cultura ora possiamo farla vedere al mondo non con i soliti stereotipi». Parola a Emilia Petruccelli e Domitilla Dardi direttrice e curatrice Edit Napoli, fiera del design creata per supportare, promuovere e celebrare una nuova generazione di designer. «Tutto parte dall’idea del sito di San Domenico Maggiore e dall’idea che questi luoghi possono accogliere. È importante che questi luoghi abbiano una apertura. Subito c’è stato un grandissimo entusiasmo e Napoli è stata scelta non casuale perché Napoli non fa da sfondo ma partecipa».
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La sorpresa
Sera di grandi scoperte e di grandi progetti che nemmeno la pioggia battente ha fermato. Tra le sorprese la perla di Carolina Rosi, moglie di Luca De Filippo: «La notizia ancora non annunciata di Carolina Rosi, che ha presentato il video di “’O mare”, poesia recitata da Luca De Filippo, con l’accompagnamento alla chitarra di Pino Daniele, momento molto significativo che ha aperto la rassegna Videocittà: «La poesia e la musica di Napoli introducono il racconto del Mare, mettendo in dialogo la memoria artistica della città con i linguaggi contemporanei» ha chiosato Rutelli.