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Vigevano, 24enne trovato morto: aveva subito un'aggressione omofoba

September 3, 2026

Kevin Alexander Escobar Lopez è stato trovato morto in un edificio abbandonato, le cause del decesso sono ancora da chiarire. Gli investigatori non hanno rilevato segni evidenti di violenza e attendono l'autopsia, mentre ricostruiscono anche gli episodi che hanno coinvolto il giovane nei giorni precedenti

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A Vigevano, in un edificio abbadonato di via Madonna degli Angeli solitamente frequentato da senzatetto, è stato ritrovato nella mattinata di ieri, 2 settembre, il corpo senza vita di Kevin Alexander Escobar Lopez. Il ventiquattrenne salvadoregno era stato vittima, lo scorso 21 agosto, di un'aggressione a sfondo omofobo lungo il Naviglio della cittadina pavese. Gli inquirenti stanno vagliando tutte le ipotesi in quanto le cause del decesso sono ancora da chiarire.

Le prime verifiche sul posto

A fare la drammatica scoperta è stato un ragazzo che frequentava la stessa struttura. Il corpo di Escobar Lopez era disteso a terra, in posizione prona, con il volto insanguinato. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia e la Scientifica. La Procura di Pavia attende ora gli esiti degli accertamenti medico-legali: la salma è stata trasferita all'istituto di Medicina Legale di Pavia, dove verrà effettuata l'autopsia.

Le ipotesi investigative

Secondo quanto filtra dagli ambienti investigativi, al momento non sarebbero emersi elementi evidenti riconducibili a un decesso violento. Tra le ipotesi considerate figura quella di una morte per cause naturali, ma nessuna pista viene esclusa. La polizia sta inoltre ricostruendo quanto avvenuto domenica scorsa alla stazione di Vigevano, dove il giovane aveva avuto una lite con un senzatetto.

Il precedente episodio omofobo

La notizia ha riacceso i riflettori sul pestaggio omofobo subito dieci giorni fa dal ragazzo. In quella circostanza, Escobar Lopez era stato avvicinato da due uomini che, dopo averlo insultato con espressioni omofobe, lo avevano gettato nel Naviglio. Nonostante tutto, il 24enne era riuscito a tornare da solo a riva ed era stato soccorso dal personale del 118. Trasportato in codice verde al pronto soccorso dell'ospedale di Vigevano, si era però allontanato prima di essere sottoposto agli accertamenti sanitari.

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Le denunce e le reazioni istituzionali

Le indagini avevano portato all'identificazione dei due presunti aggressori, di 28 e 33 anni, uno dei quali con precedenti. Entrambi erano stati denunciati per discriminazione legata all'orientamento sessuale, lesioni personali, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. L'episodio aveva suscitato ampia eco politica e istituzionale: associazioni per i diritti civili avevano espresso solidarietà al giovane, chiedendo una risposta ferma contro ogni forma di omotransfobia. Messaggi di condanna erano arrivati da amministratori locali, parlamentari ed esponenti di diverse forze politiche.

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