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- Vigevano, Francesco Manfrin davanti al giudice per spiegare il perché dell’omicidio e del rogo
L’arrestato è accusato di aver strangolato Roberto Iabichella e poi dato fuoco al suo appartamento. Qualche ora prima della tragedia una pesante discussione con la vittima

La palazzina di via Foscolo in cui è avvenuto l’omicidio e la vittima, Roberto Iabichella

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Vigevano, 10 settembre 2026 – Oggi a mezzogiorno Francesco Manfrin, 47 anni, comparirà davanti al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Pavia, Maria Cristina Lapi, per l’interrogatorio di garanzia dopo l’arresto di domenica con l’accusa di omicidio e distruzione di cadavere.
Secondo l’accusa avrebbe prima strangolato Roberto Iabichella, 61 anni, nel suo appartamento all’ultimo piano di una palazzina dell’Aler di via Foscolo 6 e poi appiccato fuoco al materasso sul quale si trovava il cadavere con l’intento di cancellare ogni prova. Non è ancora chiaro se Manfrin, assistito dall’avvocato Chiara Venegoni, deciderà o meno di avvalersi della facoltà di non rispondere oppure di rispondere alle domande del pm Lucrezia Vaccari e del procuratore aggiunto di Pavia Stefano Civardi.
Ancora tutto da definire anche il movente dell’accaduto che potrebbe essere una commistione di elementi: tra i due, da quello che si apprende, i rapporti non erano buoni ed erano peggiorati quando entrambi avevano manifestato interesse per la stessa donna. Quella potrebbe essere stata la causa del litigio fatale.
La lite
Secondo gli elementi raccolti dagli agenti della Squadra Mobile di Pavia i due avrebbero avuto una discussione qualche ora prima del momento dell’omicidio. Poi evidentemente Manfrin avrebbe raggiunto Iabichella nel suo appartamento: lì deve essere accaduto qualcosa.
Forse una lite, anche se solo un vicino avrebbe sostenuto di aver sentito dei rumori in quel mezzogiorno di domenica 23 agosto. Iabichella sarebbe stato strangolato e poi il suo presunto assassino avrebbe affidato al fuoco il compito di cancellare ogni prova dell’accaduto.
L’intervento dei vigili del fuoco era stato tempestivo ma erano state necessarie diverse ore per mettere la situazione in sicurezza. In un primo momento si era pensato ad un tragico incidente domestico, forse provocato da una candela o da una sigaretta caduta sul materasso. Era stato l’esame autoptico sui resti di Iabichella ad evidenziare i segni di strangolamento. Da lì l’attività investigativa che aveva consentito di incrociare i dati telefonici e le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. Domenica gli agenti della Mobile hanno provveduto a dare esecuzione all’ordine di custodia cautelare in carcere di Iabichella che è stato trasferito in carcere a Pavia.
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