PADOVA - Una violenza sessuale si è consumata alla fine di dicembre dell’anno scorso all’interno del Museo Eremitani, situato nell’omonima piazza. A farne le spese un addetto all’accoglienza dello staff, un ragazzo di 21 anni. Il giovane è stato molestato da un visitatore, un ex professore di matematica oggi in pensione.
L’episodio
Quel giorno era una giornata come tutte le altre, con numerosi turisti in coda pronti a visitare il complesso museale a partire dalla Cappella degli Scrovegni. Insomma, la classica routine in un mese dedicato alle ferie come dicembre. Ma poi è accaduto l’imponderabile: un visitatore dopo avere mostrato il biglietto d’ingresso, si è avvicinato a un addetto all’accoglienza e lo ha toccato nelle parti intime.
L’uomo ha appoggiato la mano nell’interno della coscia del ragazzo vicino all’inguine. Poi se ne è andato come nulla fosse successo, proseguendo la sua visita nel museo.
Il giovane lavoratore, dopo un primo momento di choc e incredulo di quanto gli era appena capitato, ha avvisato un suo superiore. Il giorno successivo, affiancato da un legale, ha presentato denuncia per il reato di violenza sessuale direttamente in Procura.
Le indagini
Il caso è finito sul tavolo del procuratore aggiunto Paola Mossa e sono scattate le indagini. Gli inquirenti allora hanno sentito il racconto dell’addetto all’accoglienza degli Eremitani e quanto dichiarato dal 21enne è stato confermato dalle immagini registrate dalle telecamere della videosorveglianza installate nel complesso museale. Gli occhi elettronici hanno immortalato il visitatore mentre si avvicinava al ragazzo, per poi con una mossa repentina toccarlo nelle parti intime.
A questo punto gli investigatori si sono attivati per risalire all’identità del turista, anche attraverso il suo tagliando d’acquisto per entrare al Museo Eremitani. E così hanno scoperto che quel visitatore è un professore di matematica italiano oggi in pensione.
L’ex docente, una volta raggiunto, ha fornito la sua versione dei fatti agli inquirenti. «Non ho fatto nulla - ha dichiarato - forse ho sfiorato quel ragazzo, ma non l’ho mai toccato». Insomma, ha respinto tutte le accuse contro di lui. Ma il suo racconto non ha convinto la Procura che ne ha chiesto il rinvio a giudizio per il reato di violenza sessuale. Gli investigatori hanno anche scavato nel suo passato, ma l’uomo risulta avere una fedina penale immacolata e non si sarebbe mai macchiato di reati a sfondo sessuale. Quanto accaduto agli Eremitani sarebbe stata la prima volta in assoluto, o almeno l’unica volta in cui è stato “pizzicato”.
A giudizio
E alla fine l’ex insegnante delle scuole superiori si è trovato davanti al Gup Claudio Marassi per essere giudicato con il rito abbreviato. Pure di fronte al giudice per l’udienza preliminare si è professato innocente: «Quel giovane non l’ho toccato» ha giurato in aula.
Il sostituto procuratore ha chiesto per lui una condanna a un anno di reclusione con la sospensione della pena. Mentre l’avvocato di parte civile ha chiesto un risarcimento di 50mila euro per il suo assistito, ancora sotto choc per la molestia a sfondo sessuale che ha subito. La prossima udienza, con relativa sentenza, è stata fissata per il 30 di settembre.