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"Violoncello romano": il concerto-aperitivo dell’Ensemble Locatelli per esplorare la Roma musicale del ‘700 - BergamoNews

July 26, 2026

26 luglio 2026 | 13:16

“Violoncello romano”: il concerto-aperitivo dell’Ensemble Locatelli per esplorare la Roma musicale del ‘700

Il programma delle Serate Musicali 2026 prosegue con il quinto appuntamento in rassegna, che vedrà domenica alle 19 a Palazzo Terzi (Piazza Terzi 2, Bergamo Alta) l’esibizione dell’Ensemble orobico, il cui nome omaggia il grande compositore e virtuoso bergamasco di epoca barocca Pietro Antonio Locatelli

Bergamo. Il legame tra la musica barocca Bergamasca e la scuola romana Settecentesca del compositore Arcangelo Corelli risuona attraverso la delicatezza delle corde di uno strumento unico e ormai scomparso: il violoncello piccolo. In questo speciale rapporto si concretizza “Violoncello romano”, il concerto che, domenica 26 luglio, l’Ensemble Locatelli regalerà al pubblico dell’elegante Gran Salone di Palazzo Terzi. Il programma delle Serate Musicali 2026 prosegue con il quinto appuntamento in rassegna, che vedrà domenica alle 19 a Palazzo Terzi (Piazza Terzi 2, Bergamo Alta) l’esibizione dell’Ensemble orobico, il cui nome omaggia il grande compositore e virtuoso bergamasco di epoca barocca Pietro Antonio Locatelli.

Il programma articolato dall’Ensemble – per l’occasione riunito in trio e composto da Thomas Chigioni (violoncello piccolo e direzione), Francesco Olivero (liuto) e Tomas Gavazzi (clavicembalo) – mira ad esplorare il panorama musicale della Roma di inizio ‘700, in cui figura cardine fu senza dubbio quella di Arcangelo Corelli. La relazione tra Bergamo e Roma si può identificare proprio nell’incontro tra Locatelli e Corelli. Il giovane prodigio bergamasco lasciò infatti la città orobica poco più che adolescente per studiare con il grande Maestro e apprendere lo stile romano. La pubblicazione, in particolare, da parte di Corelli delle sonate per violino Op. V fissò l’apoteosi dello stile italiano e pose le basi per la moderna scuola violinistica che, non solo a livello italiano ma in tutta Europa, si sviluppò in modo determinante nei decenni a venire.

Di elevato successo, la collezione di sonate venne immediatamente adattata anche per altri strumenti. Da qui parte la proposta di sala sviluppata per la serata dall’Ensemble Locatelli, che spazierà dalla sonata del violoncellista bolognese Pietro Boni all’opera di Alessandro Scarlatti – considerato il capostipite della scuola napoletana – passando per la sonata per violino in la maggiore di Georg Friedrich Händel, in cui evidente appare l’eredità corelliana. Elemento di raccordo tra tutte queste influenze sarà lo strumento utilizzato per il concerto, il violoncello piccolo. Variante di un violoncello normale, il violoncello piccolo si differenzia per l’aggiunta di una corda più acuta che permette di esplorare anche i repertori originariamente concepiti per violino. Questa prassi di adattamento e trascrizione fu molto in voga nel ‘700, sebbene il violoncello piccolo sia scomparso negli ultimi decenni di quel secolo in favore di nuovi strumenti più sonori e potenti.