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Vitri (Pd): «Budget finito a settembre, le analisi si pagano. La Regione chiarisca». Doccia fredda, ecco gli avvisi nei laboratori pesaresi

September 2, 2026

PESARO Dal primo settembre, chi si presenta a un laboratorio analisi privato convenzionato con una ricetta del Servizio sanitario, potrebbe sentirsi rispondere: «L’esame si fa, ma a pagamento». I cartelli comparsi in questi giorni in alcuni laboratori di Pesaro, con la scritta “fine budget” e l’avviso che le prestazioni saranno eseguite soltanto in regime privatistico, accende un nuovo fronte sulle liste d’attesa. A sollevare il caso è la consigliera regionale del Pd Micaela Vitri, che annuncia un atto in Consiglio regionale. 

Nel dettaglio

«Siamo appena all’inizio di settembre e la Regione deve spiegare come intenda garantire ai cittadini l’accesso alle prestazioni nei prossimi quattro mesi - attacca Vitri -. Risulta esaurito il budget per le prestazioni in convenzione del BioLab nella provincia di Pesaro e Urbino e questa situazione sicuramente riguarda anche altre strutture del privato convenzionato». Il punto, per la consigliera, non è soltanto che le risorse siano terminate, ma capire quante ne siano state messe a disposizione nel 2026: «Dagli atti pubblicamente reperibili che ho esaminato non emerge con sufficiente chiarezza quale sia il budget effettivamente assegnato a BioLab». Vitri richiama l’ultimo dato certo, quello della delibera 1183 del 3 agosto 2020: 394.978,58 euro per il Laboratorio Bio-Lab e 216.662,60 euro per la filiale, complessivamente 611.641,18 euro: «Sicuramente oggi queste risorse sono insufficienti. La domanda alla Giunta è semplice: quanto avete assegnato a BioLab nel 2026 e perché a settembre il budget risulta già esaurito?». È qui che la polemica si salda con quella sulle liste d’attesa. La Regione ha varato misure straordinarie, comprese le aperture del sabato e della domenica, e a luglio un sistema per monitorare i flussi prescrittivi: «Da una parte si adottano provvedimenti straordinari per aumentare le prestazioni e ridurre le attese - sottolinea la rappresentante del Pd -, dall’altra a settembre risulta già esaurito il budget di una struttura accreditata». Per Vitri il paradosso finisce direttamente sulle spalle degli utenti: «Il cittadino che ha bisogno di un esame prescritto dal Servizio sanitario non può essere messo nella condizione di scegliere tra cercare un’altra struttura, attendere oppure pagare privatamente». Per questo chiederà alla Regione il quadro completo dei budget 2026 destinati alle strutture private convenzionate della provincia, gli accordi in vigore, gli eventuali incrementi, le prestazioni già erogate e le date in cui sono stati raggiunti i tetti di spesa.

Nel merito

Vitri mette inoltre in relazione il caso con la nuova fase del programma straordinario regionale sulle liste d’attesa, che dopo quella conclusa a maggio dovrebbe ripartire dal 3 ottobre al 29 novembre: «Se contemporaneamente vengono meno spazi di erogazione delle prestazioni convenzionate - incalza - bisogna capire quale sia il saldo reale per i cittadini». La conclusione è un attacco alla strategia regionale: «Il diritto alla salute non può funzionare fino a esaurimento budget. Le liste d’attesa non si combattono con gli annunci: servono risorse adeguate, programmazione e prestazioni realmente accessibili per dodici mesi all’anno».