Un mix di tecnologia digitale e artigianalità l’opera sull’architetto seduto sulla colonna della sua basilica

Andrea Giomaro mostra la sua creazione. Fano sempre più conquistata dalla scoperta

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Fano, 15 luglio 2026 – E’ un mix di tecnologia digitale e artigianalità, la scultura di Vitruvio seduto sulla colonna della sua basilica, creata dal maestro degli effetti speciali Andrea Giomaro: un insieme di diversi materiali, dalla resina al quarzo giallo ai gusci di noce, dipinti a mano.
“Non sono un vitruviano dell’ultim’ora, mi occupo di Vitruvio – fa presente Giomaro – dal 2009 quando con Henry Secchiaroli abbiamo realizzato il docufilm ‘Fanum Fortunae-Alla scoperta di Vitruvio’. Prima che emergessero i resti della basilica stavo già lavorando alla realizzazione di una scultura digitale di Vitruvio: nella versione iniziale sedeva su un capitello, ora sostituito dalla colonna”.
Nato come una vera e propria scultura, Giomaro ne ha fatto anche un souvenir, di formato più piccolo (diametro 10 cm), costo 20 euro. Entrambe le versioni da lunedì sono in vendita alla piadineria ‘Un Morso di Romagna’ di via Arco d’Augusto, dove aggiungendo 1 euro – la moneta che raffigura l’Uomo Vitruviano di Leonardo – si ottiene il crescione ‘Vitruvio’, farcito con cipolla caramellata, pecorino e porchetta.
“Noi siamo a 20 metri da piazza Costa e qui c’è parecchio movimento legato agli scavi – fa notare il titolare Alessandro Severi – da maggio in poi abbiamo assistito ad un incremento evidente di turisti”. “Il senso della scultura – spiega Giomaro – è quello di dare ‘forma’ a Vitruvio su cui non esiste una iconografia: io mi sono ispirato alla celebre immagine ottocentesca del pittore Vincenzo Raggio”.
E ancora Giomaro: “Mi piacerebbe che la scultura fosse adottata come immagine della città: perchè i turisti non rimangano delusi dal sito (privo di colonne fuori terra ndr) serve qualcosa di identificativo di Fano come meta culturale”.
Grazie alla creatività di artisti, artigiani e commercianti, Vitruvio sta diventando un vero e proprio brand che, in modo spontaneo, unisce tutta la città, pronta a farsi contagiare dalla ‘scoperta del secolo’. E così che è nato il pane ‘Il Vitruviano’ del forno L’Arte di Bianca “lavorato con tempi lunghi e metodi artigianali”, il ‘Biscotto di Vitruvio’, frutto della collaborazione tra Romina Bucchi e Paolo Del Bianco, la pizza Vitruvio, con porchetta di tonno, stracciatella e rucola, messa in tavola dal ristorante Il Portico di Torrette.
Poi ci sono il profumo Marcus Vitruvius Essentia di 5 Naturae, i gioielli in oro bianco e giallo e in argento de L’Oro di Babet che riproducono la facciata della Basilica e la colonna sonora ‘dell’evento del secolo’, la “Canzone di Vitruvius” scritta con parole in dialetto, latino e italiano da Jack Simoncelli e musicata con l’intelligenza artificiale.
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