VITTORIO VENETO - Chiuderà a fine anno la profumeria-tabaccheria “Miriam” che con i suoi quasi 43 anni di storia alle spalle rappresenta un’istituzione nel quartiere di Costa. In origine gli spazi del negozio al civico 89 della trafficata via Dalmazia ospitavano un alimentari, convertito dalla famiglia Scarpis nel 1984 in profumeria, ricevitoria, negozio di articoli da regalo e bigiotteria, stampo che ancora contraddistingue questa attività, insieme al sorriso e alla competenza della titolare Miriam Scarpis, affiancata dietro la bancone prima dai genitori e dalla sorella, poi dal marito.
I coniugi in pensione
«L’attività lavora bene, lo testimonia la nutrita clientela, ma è arrivato il momento di chiudere – racconta Miriam - Io sono già tre anni e mezzo che sono in pensione. E pure mio marito Walter è in pensione. Abbiamo sperato che in questi anni qualcuno si facesse avanti per rilevare l’attività, ma ciò non è accaduto. Speriamo che di qui al 31 dicembre qualche persona interessata si faccia avanti: siamo pronti ad affiancarla nell’avvio». Miriam ha avviato da zero la profumeria-tabaccheria nel 1984 con l’aiuto del padre. «Non avevo nemmeno 18 anni quando l’ho aperta – ricorda – e già da quattro anni lavoravo. Quindi sono quasi 47 anni che lavoro ed è arrivato il momento di potermi concedere del tempo con i miei tre figli, che oggi vivono fuori città: quando vengono a casa, io sono sempre impegnata con il negozio. Ora vorremmo noi andarli a trovare».
L’auspicio
Da tre anni e mezzo Miriam è in pensione, ma fino ad oggi non ha mai voluto chiudere l’attività sperando di poterla cedere a qualcuno e sapendo anche quando siano importanti queste piccole attività di vicinato per la comunità. «Abbiamo una clientela consolidata – sottolinea - Questo lavoro ha richiesto negli anni molti sacrifici, ma ci ha dato tante soddisfazioni. E lo testimoniano anche le parole e i messaggi dei miei clienti che, saputo che a fine anno chiuderò, mi stanno esprimendo il loro dispiacere, ma stanno anche condividendo i loro ricordi legati alla mia attività, parole che mi hanno commosso.
Dopotutto qui i miei clienti hanno sempre trovato una parola, un ascolto, hanno condiviso con me le loro storie, gioie e preoccupazioni, molti sono diventati anche degli amici». Fino al 2000 dietro al bancone, ad aiutare Miriam, c’erano i genitori Giovanni Battista Scarpis e Vittoria Mazzola, poi ad affiancarla nel lavoro, così come nella vita, è arrivato il marito Walter Da Ros. «Ora il mio auspicio – conclude – è che qualcuno possa proseguire l’attività».