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Il manager austriaco ha lodato il leader del mondiale
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Pubblicato il 3 Agosto 2026 ore 20:00
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Antonelli astro nascente
Quando la Mercedes si è resa conto della bontà della sua W17 per la stagione 2026 di Formula 1, si attendeva che George Russell – grazie alla sua maturità ed esperienza – avrebbe raccolto i migliori risultati. E che Andrea Kimi Antonelli crescesse con calma, magari trovando una maggiore costanza di rendimento rispetto alla parabola ricca di alti e bassi dello scorso anno.
Invece Antonelli ha sorpreso tutti, cogliendo 6 vittorie, 6 pole position, 6 giri veloci e 9 podi in sole 11 gare e si è messo saldamente a dettare il passo nel mondiale piloti, dato che precede di 50 punti Lewis Hamilton e di 59 George Russell.
Quel che ha più colpito del bolognese è la sua gestione della pressione nonostante gli ottimi risultati raccolti sino ad ora, in particolar modo rapportata alla sua età, appena 19 anni.
Wolff e lo stereotipo del pilota italiano
In una intervista dello scorso 25 luglio ai belgi di DH Les Sports, il numero uno del team Mercedes Toto Wolff ha proprio parlato di questo aspetto: “Mi ha sorpreso la maniera in cui gestisce i momenti alti e bassi nel corso di una stagione. È nella sua bolla quando guida. E quando rientra ai box, è impenetrabile. Già in F2, suo padre Marco gli si avvicinava e lui non se ne accorgeva. Analizza tutto e va avanti”.
Wolff si è poi spinto a dire: “È l’antitesi dello stereotipo del pilota italiano molto emotivo. È stato plasmato per la F1. Per i piloti di altissimo livello, il talento naturale incide per il 90% sulla prestazione. Il restante 10% è il lavoro. Con Kimi, la preparazione per la F1 è iniziata quando aveva otto anni. Era già eccezionale all’epoca. A volte ha delle brutte gare, ma le mette da parte per proseguire lungo la sua strada. Nessuno se lo aspettava, il suo compagno di squadra Russell in primis”, ha concluso l’austriaco.