L’Arabia Saudita punta sulle comunità locali, sulla cultura e sul patrimonio per costruire una nuova generazione di esperienze turistiche. È uno dei temi emersi al WTM Spotlight Riyadh, che si è tenuto dall’8 al 10 settembre 2026 al RFECC di Riyadh, dove operatori e istituzioni hanno discusso del rapporto tra sviluppo delle destinazioni, partecipazione delle comunità e crescita dell’economia dell’esperienza.
Il confronto si inserisce nella trasformazione del comparto turistico saudita prevista dalla Vision 2030. Nel 2025 il Paese ha registrato quasi 123 milioni di visitatori domestici e internazionali, con una spesa turistica superiore a 304 miliardi di riyal sauditi. La crescita dei flussi pone al centro anche la necessità di generare valore economico nel lungo periodo, preservando identità culturale, patrimonio e risorse naturali.
Le cinque priorità del turismo di comunità
Uno dei momenti centrali dell’evento è stata la sessione “Villages to Value Chains – Designing Community Tourism”, moderata da Ibrahim Osta, Senior Economic Growth Director e Global Tourism Lead di Chemonics International. Al tavolo hanno partecipato rappresentanti di UN Tourism, Royal Commission for AlUla, Ministry of Culture e HiHome.
Secondo Jost Neumann, Programme Coordinator del Tourism for Rural Development Programme di UN Tourism, il turismo di comunità richiede un approccio articolato. L’organizzazione individua cinque priorità: creazione di valore economico a livello locale, tutela delle tradizioni e dell’identità culturale, gestione responsabile dell’ambiente, coordinamento tra le istituzioni e preparazione al mercato, compreso l’accesso ai canali commerciali. Le esperienze devono infatti essere sostenibili dal punto di vista economico e rispettare standard adeguati di qualità, salute e sicurezza.
In questo quadro, l’Arabia Saudita dispone già di un caso considerato significativo a livello internazionale: AlUla. La destinazione è stata indicata come esempio di come la partecipazione della comunità possa essere integrata nello sviluppo turistico.
Silvia Barbone, Vice President, Strategic Partnerships della Royal Commission for AlUla, ha spiegato che il coinvolgimento della popolazione locale è stato inserito in diversi ambiti dello sviluppo della destinazione, dal patrimonio alla cultura, dalle industrie creative allo sport, fino all’artigianato, all’innovazione e alla tecnologia.
L’approccio adottato ad AlUla punta sulla co-creazione. L’obiettivo è evitare di imporre un modello turistico già definito e costruire invece la destinazione attraverso il confronto tra comunità, governo e partner internazionali, preservando gli elementi che caratterizzano il territorio.
Dall’ospitalità tradizionale a una nuova economia locale
Il coinvolgimento delle comunità può tradursi anche in nuove opportunità economiche. Nourah Al-Sadoun, Founder e CEO di HiHome, ha richiamato in particolare il rapporto tra l’ospitalità tradizionale saudita e lo sviluppo di un’economia turistica sostenibile.
Uno degli ostacoli iniziali, ha spiegato, è stato proprio il valore culturale attribuito all’accoglienza. Alcuni host erano infatti riluttanti a ricevere un compenso per l’ospitalità offerta ai visitatori, considerandola parte della tradizione di generosità del Paese. La trasformazione dell’accoglienza in un’attività economicamente sostenibile è stata quindi accompagnata da un processo di sensibilizzazione delle comunità.
Il tema dell’autenticità è stato ripreso anche nella seconda sessione, “The Experience Economy: Blending Ancient Heritage with Modern Entertainment”, dedicata alla possibilità di combinare la storia millenaria dell’Arabia Saudita con intrattenimento contemporaneo, ospitalità, tecnologia e grandi attrazioni.
Le esperienze turistiche devono partire dall’identità del territorio
Per Troy Gillham, Founder e CEO di Warrior Group, la progettazione delle nuove esperienze dovrebbe partire dagli elementi che rendono riconoscibile l’Arabia Saudita.
Popolazione, cultura, gastronomia, siti di interesse, patrimonio e storie locali rappresentano, secondo Gillham, la base sulla quale costruire prodotti turistici autentici. Il principio proposto è quindi quello di partire dall’identità del Paese e progettare intorno a essa attrazioni ed esperienze, evitando di creare prima un prodotto per poi aggiungervi successivamente elementi culturali.
La questione assume particolare rilevanza mentre il Paese accelera gli investimenti in destinazioni turistiche, strutture ricettive e intrattenimento. Danielle Curtis, Regional Portfolio Director UAE di RX, ha sottolineato la possibilità di fare in modo che le comunità locali partecipino alla crescita e ne ricavino benefici economici duraturi.
Il confronto di Riyadh ha quindi evidenziato un modello basato sulla collaborazione tra comunità, istituzioni pubbliche, destinazioni e settore privato, con l’obiettivo di trasformare gli investimenti turistici in valore economico stabile senza compromettere gli elementi culturali che caratterizzano le destinazioni saudite.
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