L’emergenza.
29 luglio 2026 alle 00:45
In venti giorni incremento record, cresce l’allarme per la Febbre del NiloIn venti giorni è cambiato tutto. «Nelle ultime tre settimane l’incremento delle zanzare è stato da record» ripetono dalla Provincia. Si sta già raggiungendo il picco, in anticipo rispetto al passato, e fra le “Culex” che svolazzano indisturbate non mancano quelle positive al virus West Nile. La morte di una oristanese di 90 anni, due giorni fa, è la conferma dell’emergenza: si tratta del primo decesso per Febbre del Nilo in Sardegna e in Italia nel 2026.
Gli interventi
Dopo il decesso della signora, che da giorni era ricoverata con febbre alta al San Martino, il dipartimento di Prevenzione della Asl ha subito allertato la Provincia e sono scattate le misure previste dal protocollo. Oggi sarà effettuata la disinfestazione nella zona del liceo Scientifico, dove viveva l’anziana. «La disinfestazione sarà effettuata nel raggio di 200 metri – spiegano dagli uffici di via Carboni – inoltre ci sarà un sopralluogo nella casa della vittima per accertare l’eventuale presenza di focolai». Dalla Provincia l’impegno è massimo, nei prossimi giorni proseguiranno anche tutti gli altri interventi già programmati sia nelle zone costiere che nei vari paesi.
L’allarme
Da mesi si riuniscono tavoli tecnici con Provincia, Asl e istituto zooprofilattico: una task force con un maggior numero di disinfestatori e un notevole investimento economico per cercare di fronteggiare un fenomeno sempre più complesso e preoccupante. «In generale quest’anno c’è stato un anticipo della popolazione di zanzare in Sardegna – spiega Claudio Venturelli, esperto entomologo – ma anche a livello nazionale e nel resto d’Europa, in particolare in Francia e in Inghilterra». Sotto accusa i cambiamenti climatici che incidono in maniera pesante. «L’inverno è stato praticamente assente, c’è stato un raffrescamento dell’aria verso aprile ma le zanzare era attive – sottolinea – giugno poi è stato tremendo, con un aumento notevole degli insetti». Le ondate di calore degli ultimi giorni hanno avuto un doppio effetto. «Il caldo elevato ha messo in grave sofferenza le femmine adulte che solitamente entro i 35 gradi vivono fino a 4 settimane – spiega l’esperto - mentre quando si supera quella soglia arrivando fino a 45, si scende a una quindicina di giorni. Di contro le temperature estreme accelerano lo sviluppo da uovo a zanzara adulta e così la popolazione aumenta».
Le criticità
Oltre al clima, nell’Oristanese la situazione è ancora più delicata per la presenza di zone umide, di innumerevoli canali d’irrigazione ma anche di fontane e laghetti poco curati e delle risaie. «Durante la cosiddetta fase di asciutta, le zanzare depongono le uova poi quando i campi di riso vengono allagati si creano le condizioni migliori per la nascita delle larve». In un territorio in cui la produzione di riso è un’importante voce dell’economia, il problema è complesso e andrebbe trovato un equilibrio con gli interessi dei risicoltori. Da gennaio a oggi sono state autorizzate coltivazioni per 70 ettari fra Silì, Nuraxinieddu e Massama. «Resta fondamentale la prevenzione costante e la collaborazione dei cittadini – ripete – anche il più piccolo ristagno d’acqua può essere pericoloso».
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